Il presidente Mattarella Foto Depositphotos

E’ una delle pagine più dolorose della seconda guerra mondiale: la strage di Sant’Anna di Stazzema, sulle montagne delle Apuane. L'eccidio fu un crimine commesso dai soldati nazisti della 16. SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS", comandata dal generale Max Simon e dagli austriaci, aiutati da fascisti italiani, iniziato all'alba del 12 agosto 1944 a Mulina e concluso nel tardo pomeriggio a Valdicastello Carducci e Capezzano Monte con il massacro di 560 vittime innocenti, tra donna, uomini e bambini inermi. Come accertò la magistratura militare italiana non si trattò di rappresaglia ma di un vero e proprio atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione.

L'obiettivo era quello di distruggere il paese, sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona e liberare la Linea Gotica. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato quanto avvenne a Sant’Anna di Stazzema definendo una "delle stragi più efferate compiute nel nostro Paese durante l’occupazione nazista per i numeri spaventosi del massacro, per la crudeltà con cui gli uomini delle SS si accanirono sui corpi privi di vita, per lo scempio del rogo nella piazza di Sant’Anna".

Mattarella ricorda come oggi sia un "giorno di raccoglimento e di memoria per la Repubblica. Un forte, indissolubile sentimento di solidarietà ci unisce ai sopravvissuti, ai familiari di chi è stato ucciso senza pietà, ai cittadini di Stazzema che hanno ricostruito la comunità, sopportando il dolore e conservando il ricordo. Sulla base di quei valori di umanità che i nazisti e i fascisti loro collaboratori volevano annientare è stata conquistata la Liberazione e costruita la democrazia. Per questo, Sant’Anna di Stazzema è divenuta al tempo stesso un sacrario e un simbolo della nostra vita civile, dei diritti inviolabili della persona, del senso di giustizia a cui nessuna società deve rinunciare e che la Costituzione repubblicana ci indica come impegno collettivo costante". Il capo dello Stato lancia anche un avvertimento, parlando di quanto avviene oggi e ricordando il passato: "Non va mai dimenticato che la volontà di potenza può spingersi fino a produrre un’ideologia di annientamento di chi è diverso, estraneo, visto come potenzialmente nemico. Non va dimenticato che quanti sottovalutano la violenza, alla fine se ne rendono complici. Non vanno ignorati rigurgiti di intolleranza, di odio razziale, di fanatismo che pure si manifestano nelle nostre società e nel mondo, a volte attraverso strumenti moderni e modalità inedite. La memoria degli eventi più tragici e dolorosi della nostra storia costituisce un richiamo incessante per le coscienze".

Mattarella conclude con un ringraziamento ai cittadini di Sant’Anna, un luogo "profanato dalla violenza più crudele, diventato una pietra angolare dell’Europa e dei suoi ideali di civiltà". Sant’Anna di Stazzema, frazione del comune di Stazzema, in provincia di Lucca, fu teatro di un massacro tra i più cruenti mai avvenuti ai danni delle popolazioni civili. Vennero uccisi gli abitanti della frazione ma anche gli sfollati, arrivati fin lì in cerca di un rifugio dalla guerra. Venne uccise anche Anna, ultima nata nel paese, solamente 20 giorni prima. Alla fine le vittime furono 560.

Furono distrutte anche le case, le stalle, ammazzati gli animali. A compiere gli atroci crimini furono tre reparti di una divisione delle Ss, accompagnati da alcuni fascisti. Circondarono il centro abitato, mentre altri bloccavano ogni via di fuga, per dar vita alla strage. Qualche anno fa l’allora Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano e il Capo di Stato tedesco Joachin Gauck assieme, per la prima volta, hanno reso omaggio alle vittime di Sant’Anna di Stazzema. Un evento che ha segnato la riconciliazione italo-tedesca su una ferita vecchia di decenni.

Quel giorno del ’44 tre reparti SS, guidati da alcuni collaborazionisti fascisti, rastrellarono gli abitanti del paesino toscano, li uccisero con mitra e bombe e quindi li bruciarono con il lanciafiamme nella piazzetta davanti alla chiesina del paesino toscano. Il sacrario e il parco della pace di Sant’Anna di Stazzema è visitato ogni anno da migliaia di persone di diverse nazionalità, soprattutto ragazzi delle scolaresche. Pur condannati, i pochi superstiti autori di quella strage non sono mai finiti in galera. Una sentenza italiana del 2005, emessa dal Tribunale militare della Spezia, ha condannato in contumacia dieci tra ex ufficiali e sottufficiali all'ergastolo. Addirittura la Procura di Stoccarda ha archiviato l'inchiesta per la strage nazista di Sant’Anna di Stazzema.

di MARCO FERRARI

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