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Da oltre un mese, circa duecento connazionali bloccati in Venezuela chiedono al governo italiano un intervento straordinario per favorire il loro rimpatrio. Si tratta di una emergenza nell’emergenza, considerando la gravissima crisi umanitaria che ormai da anni vive quel Paese. Nonostante gli interventi di associazioni italiane, organi di informazione italiana all’estero, Comites, Cgie e a fronte delle stesse rassicurazioni dell’ambasciatore Placido Vigo, ad oggi non abbiamo notizia di nessuna iniziativa che in tempi brevi possa portare al rientro in Italia di questi nostri concittadini. Tra di loro, come ha ricordato al quotidiano “La Nuova Bussola Quotidiana” il signor Luigi Emiliani facendosi portavoce di quanti come lui sono in attesa di questo volo umanitario, ci sono donne con bambini e mamme che hanno espresso il desiderio di partorire nel loro Paese, l’Italia. A tutti gli italiani, nel pieno rispetto di tutte le procedure e di tutti i protocolli sanitari disposti dal governo, deve essere assicurata la possibilità di rientrare in patria, a maggior ragione quando risiedono in Paesi dove le condizioni socio-sanitarie sono estremamente precarie. Associo così la mia voce a quella di quanti in queste settimane hanno voluto mettere in evidenza questa grave situazione, ancora in attesa di una prossima definizione. Anche a ferragosto i diritti dei nostri connazionali, a prescindere dal loro Paese di residenza, non devono andare in vacanza!

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