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Hola, Recibo el diario de Italia que sale con el diario el Pais en Uruguay. Leí sobre la posibilidad que ustedes brindan de conocer el significado de los apellidos. Mi madre es Julia Vallevegni (tiene la nacionalidad italiana), y está interesada en conocer el origen de sus apellidos. Los apellidos son VALLEVEGNI, ONETO, TOSSO, MERCIER. Desde ya agradezco su respuesta. Saludos cordiales, Ma Pía Rosales Vallevegni

Gentile Signora Maria Pia Rosales Vallevegni, purtroppo mi informa solo dei cognomi della sua famiglia senza darmi maggiori informazioni, per esempio l’epoca o la regione da cui proviene la famiglia. Con il solo cognome posso fornire esclusivamente dei dati che si riferiscono a famiglie fra loro omonime, ma è comunque interessante. La ricerca degli antenati ovvero il modo per costruire la storia della nostra famiglia rappresenta sempre un momento importante della nostra vita, perché andando a ritroso e riscoprendo gli antenati, si fanno sempre delle scoperte che mai avremmo pensato, e tutte le famiglie hanno persone che per quanto hanno realizzato nella loro vita meritano di essere ricordate.

Incomincio dal cognome VALLEVEGNI. Di questo cognome ci sono pochissimi dati, potrebbe aver tratto origine da Vegni che è una frazione quasi disabitata del comune di Carrega Ligure, in provincia di Alessandria, situata in alta Val Borbera a 1.040 m. d’altezza sul livello del mare, vicino al monte Antola. Lungo la strada, poco prima di arrivare in paese, s’incontra la cappelletta di San Rocco, patrono di Vegni totalmente immersa nel verde, vicino ad un’antica mulattiera. Sicuramente uno dei simboli di Vegni è la chiesa di Santa Maria Assunta costruita durante gli anni 1624-1635, veramente molto caratteristica e suggestiva. La frazione rimane poco frequentata e quasi disabitata d’inverno ma si ripopola sempre durante le feste e soprattutto nella stagione estiva. E quindi potrebbe significare che un antico antenato veniva dalla Valle dove si trova Vegni. Un Eduardo Carlos Vallevegni, argentino è stato un "Veteranos de Guerra del Atlántico Sur" ed ottenne una pensione di guerra. La guerra delle Falkland, o guerra delle Malvine, fu un conflitto militare combattuto tra aprile e giugno 1982 tra Argentina e Regno Unito per il controllo e il possesso delle isole Falkland e della Georgia del Sud e Isole Sandwich Australi.

Il cognome ONETO dovrebbe derivare dal nome della zona dei Piani d’Oneto (IM) o dal torrente Oneto nel genovese, mentre pare meno probabile una derivazione dal termine oneto, "alneto, bosco di ontani". Si trovano tracce degli Oneto fin dal 1300 quando dal Piemonte i principi di San Bartolomeo (CN) si trasferiscono in Liguria, e del ramo siciliano degli Oneto sin dal 1500 come Signori e Duchi di Sperlinga (EN) e poi Visconti di Francavilla (ME). Il cognome Oneto è tipico della zona compresa tra Genova e Chiavari ed ha un ceppo anche a Palermo. In Italia ci sono 327 famiglie così diffuse: 449 in Liguria, 22 in Sicilia, 20 in Piemonte, 11 in Lombardia, 7 nel Lazio, 4 in Toscana, Veneto ed Emilia-Romagna, 2 in Campania e Trentino Alto Adige, 1 in Valle d’Aosta e Puglia. Gli Oneto sono diffusi in 93 comuni italiani. Fra i personaggi famosi è da ricordare Giacomo Giovanni Battista Oneto (Genova, 5 settembre 1790 - Genova, 25 febbraio 1873) è stato un banchiere e politico italiano. Fu Consigliere di Stato ordinario e straordinario annuale per le divisioni nel 1847. Il 27 luglio 1849 venne nominato Senatore del Regno di Sardegna poi Vicepresidente e successivamente Presidente della Camera di commercio di Genova. Fu anche Membro del Consiglio di reggenza della Banca nazionale degli Stati sardi, sede di Genova. Gilberto Oneto (Biella, 13 gennaio 1946 – Verbania, 20 novembre 2015) è stato un architetto, giornalista e scrittore italiano. Laureatosi in Architettura nel 1973 a Milano, ha studiato e lavorato in Francia, Austria e Stati Uniti. Ha esercitato come libero professionista specializzato in operazioni di paesaggio urbano, recupero ambientale e analisi paesaggistica. Ha insegnato all’Università di Genova ed è stato Presidente Nazionale degli Architetti del Paesaggio. Amico personale e collaboratore del professor Gianfranco Miglio, impegnato per l’indipendenza della Padania.

Antonio Oneto (Chiavari, 1º aprile 1826 - Puerto Deseado, 21 giugno 1885) è stato un esploratore e navigatore italiano. Ottenne il diploma di capitano di lungo corso presso la Reale Accademia Navale di Genova nel 1852. Tra il 1857 ed il 1862, a bordo del brigantino Giovannina, navigò nei mari dell’India, dell’Estremo Oriente, dell’Indonesia sino a giungere in Australia. Nel 1868 si trasferì in Argentina dove l’anno seguente fondò la compagnia di navigazione Italo-Platense, dedita al trasporto passeggeri lungo la rotta tra Genova e Buenos Aires. Nonostante le tariffe competitive e la modernità della flotta, la sorte della compagnia fu sin dall’inizio piuttosto travagliata. Infatti, a causa della mancanza di un numero sufficiente di investitori, l’amministrazione dovette ricorrere ben presto a crediti per poter sostenere le sue fragili finanze. La sempre più difficile situazione finanziaria unita alle divisioni tra i soci, spinse Oneto, dopo solo un anno, a lasciare la società che lui stesso aveva fondato. Nel 1875 il presidente argentino Nicolás Avellaneda nominò Oneto commissario governativo del territorio del Chubut e presidente della commissione per la distribuzione delle terre ai coloni. In particolare per questo suo secondo incarico si distinse per gli sforzi fatti per dotare i coloni gallesi che si erano insediati lungo il basso corso del Chubut di strutture amministrative e sociali che ne favorissero l’integrazione. Gli fu inoltre affidato il delicato incarico di sovraintendere al tracciamento dei confini tra l’Argentina ed il Cile. Nel 1879, quando le tensioni tra il governo di Buenos Aires e quello di Santiago erano ormai sul punto di sfociare in un conflitto, Oneto fu incaricato dalla Commissione esplorativa delle Terre della Patagonia di osservare ed esplorare quelle aree ignote della Patagonia che erano oggetto di contesa tra i due paesi. L’anno seguente continuò il lavoro di Francisco Moreno, che nel frattempo era tenuto prigioniero dai Tehuelche.

Il cognome TOSSO, molto raro, lo troviamo in Piemonte ed è diffuso solo in 8 comuni. Dovrebbe derivare, direttamente o tramite ipocoristici, dal vocabolo dialettale toso, "ragazzo", a sua volta derivato dal latino tonsus, "tagliato, rasato", legato alla consuetudine di tagliare i capelli dei ragazzi molto corti. In alcuni casi potrebbe anche derivare da un toponimo oppure dal termine arcaico tosello, "baldacchino", forse ad indicare nel capostipite una persona particolarmente tronfia. Fra i personaggi famosi troviamo: Ricardo "Ricky" Tosso Febres (21 febbraio 1960 - 11 settembre 2016), attore peruviano. Ha iniziato a recitare quando aveva 4 anni ed è apparso in molti programmi televisivi. È figlio di Ricardo Tosso, altro noto attore peruviano, e Angélica Febres. Il suo programma televisivo "Teatro desde el Teatro" è diventato un classico della televisione peruviana. Nel 2010 è apparso nella commedia El Enfermo Imaginario. L’11 settembre 2016 è morto di cancro all’età di 56 anni. Fra i decorati al Valor Militare della Marina troviamo: Riccardo Tosso che ottenne la Croce di Guerra al Valor Militare nella I Guerra Mondiale e nel 1943 la Croce di Guerra al Valor Militare nella II Guerra Mondiale.

Sul cognome MERCIER dirò che esisteva una antica e nobile famiglia originaria di Aosta, che adottò il proprio stemma prima del XIII secolo. Luogo di origine di questa famiglia è Alençon. Si trova in tempi diversi e in varie località. Questa famiglia è iscritta ne "L’Armoriale Generale" (ovvero nello "Stemmario Generale"), a riprova che in passato si distingueva per il suo indiscutibile valore, nobiltà dimostrata anche grazie a documenti trasmessi nel tempo di generazione in generazione. È solo nelle antiche casate che è stato possibile trovare i primi gradi di questa casa; ed essendo andati perduti i contratti di matrimonio o il testamento, è solo da questo prezioso registro che possiamo avere informazioni. A questo nome, attribuiamo un segno distintivo di nobiltà rappresentato dallo stemma riprodotto di fronte e che conferma anche attraverso i suoi emblemi, dal punto di vista storico ed araldico, la certezza di un notevole valore. Napoleone li creò nobili dell’Impero.

Fra i personaggi famosi troviamo: Désiré-Félicien-FrançoisJoseph Mercier (Braine-l’Alleud, 21 novembre 1851 – Bruxelles, 23 gennaio 1926) cardinale, arcivescovo cattolico e filosofo belga. Nacque a Braine-l’Alleud il 21 novembre 1851, quinto figlio di Paul Mercier, commerciante, e di Barbe Croquet. Fu arcivescovo di Malines dal 1906 al 1926. Papa Pio X lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 15 aprile 1907. Fu uno dei maggiori rappresentanti del neotomismo dei primi decenni del Novecento e si contrappose apertamente al positivismo attraverso le pagine del periodico La revue néoscolastique. Tuttavia, era fautore di una reinterpretazione del tomismo che mirava ad una conciliazione della scolastica con le correnti di pensiero moderne e in particolare con la filosofia moderna da Cartesio a Kant. Sostenne l’opera del gesuita Joseph Maréchal, che proponeva un ponte tra il tomismo e la fenomenologia di Martin Heidegger. Fu anche uno dei pionieri del dialogo ecumenico. A lui si deve l’esperienza dei Colloqui di Malines tenutisi nel suo palazzo vescovile nei quali, dal 1921 al 1926, si incontrarono teologi cattolici e anglicani. Alcune tesi del movimento ecumenico che aveva organizzato i Colloqui di Malines saranno condannate il 6 gennaio 1928 con l’enciclica Mortalium Animos di papa Pio XI. Morì a Bruxelles il 23 gennaio 1926 all’età di 74 anni e i suoi resti riposano nella cripta della Cattedrale di San Rombaldo.

Pier Felice degli Uberti

Presidente Istituto Araldico Genealogico Italiano

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