(foto depositphotos)

Tasse: meno paghi, più lo Stato ti dà in termini di servizi, esenzioni, bonus. E lo stesso fanno Regioni e Comuni. La regola è che meno paghi di tasse e più welfare ricevi. Giusto, se riguardasse la parte della popolazione che vive in situazione di indigenza. Ma in Italia è il 74 e passa per cento della popolazione, sono i tre quarti d’Italia che da Stato, Regioni, Comuni e amministrazioni pubbliche varie ricevono in welfare ben più di quanto pagano in tasse. Tre quarti della popolazione in povertà? Fabbrica dell’evasione la chiama Alberto Brambilla in uno dei suoi tanti e documentati articolo sul Corriere della Sera. Fabbrica dell’evasione perché questo welfare, questo Stato che dà sulla base di una mappa del reddito e del patrimonio clamorosamente falsa è a sua volta un "potente incentivo" a nascondere reddito reale. Il contribuente sa che una dichiarazione dei redditi fedele ed esaustiva non solo gli costerebbe più tasse da pagare, gli costerebbe anche la perdita della collana di premi. Per i bassi redditi e per chi esibisce Isee piccolo ci sono circa 500 agevolazioni, bonus e sostegni vari che vanno dai bonus figli ai redditi e pensioni di cittadinanza, esenzioni per i trasporti, le scuole, mense, università, case…Caso esemplare le pensioni: su 16 milioni di pensionati circa la metà riceve di pensione ben più di quanto non abbia versato in contributi. E sono questi pensionati, loro e non gli altri pensionati, ad avere bonus comunali per la spesa, 14° mensilità, sconti e social card… Che il welfare debba essere generoso e sollecito soprattutto con i bassi redditi ci sta, è ovvio. Ma è reale un paese dove a basso reddito vivrebbe il 74% della popolazione. Ovviamente no. Eppure in Italia il 74 per cento dei contribuenti dichiara redditi per meno di 26 mila euro lordi rientrando così nella zona degli iper assistiti da sconti, bonus, agevolazioni varie. Senza dimenticare che il 57 per cento degli italiani dichiarano redditi fino a 15 mila euro lordi annui e quindi non pagano un euro di tasse. Però ovviamente dallo Stato in tutte le sue forme prendono quel che il welfare dà, a loro e non ai "ricchi" ad alto reddito. Non proprio inversione dei redditi ma quasi ci siamo. Prendiamo un reddito dichiarato di 26 mila euro lordi, togliamo le tasse cui è sottoposto, scende a 23 mila circa (la tassazione media reale per i 35 milioni di italiani sotto i 26 mila euro lordi di reddito è pari a 442 euro annui, 35 euro al mese più o meno). A questi 23 mila va però aggiunto il valore di sconti, bonus, agevolazioni cui accede. Difficile quantificare, facciamo, ipotizziamo una risalita dai 23 fino ai 28 mila euro reali. Prendiamo un reddito da 60 mila lordi, al netto sono già poco più di quarantamila. Questo reddito è escluso, non gode delle svariate agevolazioni pubbliche, paga il costo unitario della sua quota di welfare e paga anche in quota parte per il welfare di cui non gode. La distanza iniziale, pre tasse e pre welfare tra il reddito da 60 mila e quello da 26 mila era di 34 mila euro. Dopo tasse e agevolazioni la distanza si è ridotta a 12/15 mila euro reali. Si può sostenere che è giusto e voluto, si può sostenere che la redistribuzione per via fiscale e di welfare è cosa buona e giusta. Bisognerebbe però avere l’onestà intellettuale e civile di constatare come questa redistribuzione già ci sia, sia nei fatti, nei numeri. E andrebbe constatata la visibilissima forma che in Italia ha nei decenni assunto questa redistribuzione della ricchezza: l’auto dichiarazione di basso reddito, anzi di indigenza determina pagamento di welfare senza sostanziale controllo della situazione di bisogno. La redistribuzione di ricchezza avviene a vantaggio e premio non solo di chi ha bisogno ma anche e soprattutto di chi occulta reddito. Se hai e dichiari in Italia un reddito sopra i 35 mila euro (duemila al mese scarsi) lo Stato, il Fisco, la politica, i sindacati, la retorica e una narrazione bugiarda ti spediscono tra coloro che meritano massima pressione fiscale e poco o niente welfare. Se invece fingi in dichiarazione povertà o indigenza (possibile 57% a 15 mila annui e 74% non sopra i 26 mila?) allora il welfare è tutto o quasi per te.

LUCIO FERO

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