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Crolla l’occupazione nel secondo trimestre nonostante il blocco dei licenziamenti. Tra aprile e giugno a causa dell’emergenza epidemiologica e del conseguente lockdown, si sono registrati 470mila occupati in meno rispetto al primo trimestre e 841mila in meno rispetto al primo trimestre del 2019 con un crollo soprattutto per i lavoratori under 35. Sono infatti diminuiti soprattutto - spiega l’Istat nella sua indagine sul mercato del lavoro - gli occupati a termine (prevalentemente giovani) e i lavoratori indipendenti. I dipendenti a termine sono diminuiti di 677mila unità rispetto all’anno precedente (-21,6%) mentre gli indipendenti hanno avuto una flessione di 219mila unità (-4,1%) a fronte del -3,6% dell’occupazione complessiva. I lavoratori stabili sono invece leggermente aumentati (+0,4%) grazie al blocco dei licenziamenti e al massiccio uso della cassa integrazione. Il calo dei rapporti a termine è dovuto principalmente alla carenza di nuovi contratti soprattutto nei settori legati al turismo stagionale come commercio, ristorazione e alberghi. La crisi ha aumentato i divari sia territoriali che anagrafici e di genere. Se il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni complessivo in Italia è sceso al 57,5% (dato non destagionalizzato, nel dato destagionalizzato è al 57,6%) con un calo di 1,9 punti rispetto al secondo trimestre del 2019, nel Mezzogiorno il calo ha raggiunto i due punti portando il tasso di occupazione al 43,4%, quasi 23 punti in meno rispetto al Nord (66,2%). Il dato è particolarmente pesante per le donne del Meridione con appena il 31,7% di occupate tra i 15 e i 64 anni (meno di una su tre) e 2,2 punti in meno rispetto all’anno scorso. Nel Mezzogiorno è stato più ampio l’incremento dell’inattività. Il tasso di disoccupazione complessivo è diminuito portandosi all’8,3% con un calo di 0,9 punti rispetto al primo trimestre e di due punti rispetto al secondo trimestre 2019. Il calo è chiaramente legato all’aumento dell’inattività dovuta all’emergenza epidemiologica da Covid-19 ed alle difficoltà di cercare lavoro con il lockdown. I disoccupati sono 2.057.000. mentre gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono aumentati di 5,5 punti percentuali rispetto al primo trimestre e di 10 punti rispetto al trimestre precedente raggiungendo quota 14.183.000 unità. Quasi la metà dei posti di lavoro persi riguarda persone con meno di 35 anni quella più colpita dal crollo dei contratti a termine. La fascia di età tra i 15 e i 34 anni ha perso l’8% dell’occupazione pari a 416.000 unità arrivando a quota 4.776.000 lavoratori mentre la fascia tra i 35 e i 49 anni ha perso 424.000 unità (toccando le 9.157.000 persone). La fascia over 50 ha perso solo 1.000 persone arrivando a quota 8.780.000. I settori più colpiti dall’emergenza sanitaria sono quelli dove il lavoro a termine è più diffuso: commercio (-191.000 occupati, -5,8%) e, soprattutto, alberghi e ristorazione (-246.000, -16,1%). Il forte calo nei comparti della ristorazione (-13%) è comunque più contenuto di quello degli alberghi (-28,3%). Un altro settore che ha decisamente risentito degli effetti della pandemia, anche per la rilevante presenza di lavoratori non regolari, è quello dei servizi domestici alle famiglie (-125.000, -16,7%), prevalentemente svolto da stranieri e donne con un calo legato alla riduzione della domanda a causa della permanenza in casa per la chiusura delle attività o per lo smart working.

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