Trump (Depositphotos)

Per qualcuno il suo è stato uno slogan elettorale. Fatto sta che lui è la persona più importante del mondo. E Donald Trump ha scelto il canale ‘Fox’ per annunciare che gli Stati Uniti avranno un vaccino contro il Covid-19 molto presto, nel giro di qualche settimana, specificando che potrebbero essere quattro o, al massimo, otto. Se la matematica non è un’opinione, entro fine novembre gli Usa quindi dovrebbero trovare questo benedetto antidoto.

"Siamo veramente molto vicini al vaccino – ha detto - e sarà un bene non solo per noi ma per il mondo". Per gli avversari alle oramai prossime presidenziali la sua dichiarazione sa tanto di campagna elettorale: "Non lo faccio per ragioni politiche – ha poi aggiunto -, ma voglio il vaccino molto velocemente. Appena sarà disponibile lo distribuiremo immediatamente". Ma Trump è finito nel mirino di Bill Gates: "È increscioso – ha detto l’imprenditore al quotidiano italiano ‘La stampa’ - che molte dichiarazioni del presidente Trump abbiano fatto percepire il vaccino contro il Covid come una questione politica". Per il filantropo l’America non si è comportata bene nella lotta alla pandemia, anzi è stata disastrosa. E che quindi anche l’autunno potrebbe riportare i drammi vissuti nella scorsa primavera.

Sui vaccini, prevede che i primi vaccini saranno pronti tra fine anno e inizio 2021, mentre la pandemia finita solo nel 2022: "La notizia buona è che abbiamo diversi vaccini promettenti, che potrebbero ricevere l'autorizzazione all'uso di emergenza dalla Fda o dalla Mhra entro fine anno, o certamente all'inizio del prossimo. Mi aspetto che due o tre l'avranno. Se saranno efficaci, anche con un livello di vaccinazione del 60% fermeremo la diffusione esponenziale della malattia. Il prossimo anno porteremo giù il numero dei morti, e nel 2022 la pandemia finirà".

Per quel che riguarda la Gates Foundation, "è concentrata su quelli che possono essere prodotti in grande scala, con un costo basso, fra 2 e 3 dollari a dose. Ciò include AstraZeneca Oxford, Novavax, Johnson & Johnson e Sanofi. Cerchiamo di vedere se funzionano, e costruiamo una capacità di produzione globale, per oltre un miliardo e mezzo di dosi all'anno". Ma adesso, per il fondatore di Microsoft, è fondamentale una cosa in primis: "Dobbiamo fermare il virus, ma serve la collaborazione globale. Lavorare insieme per creare il vaccino, condurre i trial, produrlo, distribuirlo. L'accesso farà la differenza.

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