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Al Bano pensione, cioè 1470 euro al mese neanche i caffè da offrire agli amici secondo calcoli, valutazioni, esigenze e parole di Albano Carrisi cantante e personaggio di lungo corso di cronache e spettacolo italiani. E molti quindi, a sentire il lamento di Al Bano, a guardare il dito e non la luna. Il dito è appunto il lamento. Ad Al Bano 1470 euro al mese di pensione appaiono una miseria. E lo dice. E molti quindi vorrebbero dirgli che con 1470 euro al mese ci campano. Non un mese, ma tutta la vita o quasi. Molti vorrebbero dire ad Al Bano che 1470 euro netti di pensione magari arrivarci. Non pochi si indignano ed emettono un angosciato: ma come si permette di schifare 1470 euro al mese come una miseria! Ad Al Bano si rimprovera, non senza fondamento, di aver schiaffeggiato la vera miseria. Al Al Bano si rimprovera, non senza motivo, di aver offeso chi la pensione a 1470 euro al mese o giù di lì se l’è sudata. Tutti o quasi a guardare il dito, e la luna qual è?

La luna, il punto, il centro e il più della questione sono i contributi previdenziali versati che portano ad una pensione da 1470 euro al mese. Un assegno mensile di circa 1500 euro in termini di pensione corrisponde più o meno (il calcolo è alla grossa) a un reddito annuale di circa 30mila euro. Una media di circa 30mila euro di reddito ogni anno per molti anni, se su questo si versano i contributi da questo esce una pensione più o meno da 1470 euro, quella con cui Al Bano non ci arriva a pagare i caffè. Al Bano, cioè il contribuente Albano Carrisi ha avuto nella sua vita una media di reddito percepito di circa 30mila euro annui? La risposta la fornisce lui stesso con quella frase su quanto gli costano i caffè. Quella risposta è nella plausibilità, anzi implausibilità totale di guadagni riassumibili in redditi da 30mila euro l’anno. La risposta sta nel successo e nella carriera e nel lavoro e nello stile di vita di Al Bano. Ma, se la pensione è di 1470 euro, allora il contribuente che percepisce questa pensione deve aver nella sua vita versato contributi pari a redditi di circa 30mila euro annui in media.

La questione (generale, non di Al Bano) non è pensione dall’importo alto o basso. La questione è: c’è coerenza tra pensione, contributi e reddito reale? E qui la risposta certa è un clamoroso No, un maiuscolo No. Ogni mese si pagano in Italia 6/7 milioni di assegni pensionistici relativamente bassi di importo ma privi di contributi alla base. Se a torto o ragione nella vita poche o nulle tasse pagate, allora pensione percepita anche a zero o pochi contributi. E questa è la storia sia di milioni di poveri veri sia di milioni di evasori fiscali, entrambi mischiati purtroppo nella maxi categoria assistiti. Poi c’è l’altra storia, quella in cui rientrano molti Al Bano di Italia. È pieno di professionisti e in generale lavoratori autonomi (in testa commercianti) che lamentano: dopo una vita di lavoro, una pensione di fame. Dicono, nel lamento, mezza verità: la pensione è di fame.

L’altra mezza verità è che per tutta la vita di lavoro si sono ben guardati dal versare contributi che non fossero di elemosina. E quindi strenua difesa del versare poco, anzi pochissimo e grande accorato grido di sdegno per la pensione di fame conseguente. Nota per Al Bano: 1470 euro netti al mese non sono la fame. Ci si arriva a fine mese con fatica ma non sono la fame. Lui, Al Bano, per sua fortuna della fame e anche dell’indigenza e anche dei pochi soldi che ne sa? Probabilmente non sa neanche da dove e perché quella pensione da 1470 al mese. Emette un disturbante e molesto lamento, ma non è una voce nel deserto. Nel loro piccolo di reddito è pieno di italiani che ritengono un diritto naturale che venga loro pagata dallo Stato una pensione commisurata al reddito reale percepito quando occultavano reddito reale allo Stato.

ALESSANDRO CAMILLI

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