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Oggi, domenica, l’Uruguay sarà chiamato al voto per elezioni dipartimentali, una grande sfida nel mezzo dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus e che convocherà 2,7 milioni di elettori. La posta in palio sono i governi locali (le cosiddette "intendencias") dei 19 dipartimenti, tra cui Montevideo, con 589 posti per i consiglieri che formeranno le giunte. Oltre a ciò si voterà anche per la guida dei 125 municipi sul territorio nazionale con 500 consiglieri comunali da eleggere. Inizialmente previste per il mese di maggio, le elezioni sono state rinviate dalla Corte Electoral che ha stabilito per l’occasione uno stretto protocollo sanitario per evitare possibili contagi nel giorno delle elezioni: uso obbligatorio della mascherina, distanziamento, divieto di appoggiare il certificato elettorale sul tavolo e uso di gel alcolico prima del voto. Alle elezioni parteciperanno anche migliaia di uruguaiani provenienti dall’estero che per entrare nel paese devono presentare un test negativo al virus Sars-Cov-2 effettuato non oltre le 72 ore precedenti all’inizio del viaggio. A meno di clamorosi colpi di scena queste elezioni confermeranno la mappa politica dell’Uruguay. A Montevideo, dove vive più di un terzo della popolazione, la coalizione di centro-sinistra del Frente Amplio - secondo i sondaggi - si avvia verso l’ennesima riconferma in quello che è il suo bastone elettorale che governa consecutivamente da trent’anni. Al Frente basta la maggioranza assoluta, vale a dire il 50% + 1 dei voti, per eleggere uno dei suoi tre candidati: Carolina Cosse, Álvaro Villar o Daniel Martínez. I primi due appaiono come i favoriti e sembra essere in leggero vantaggio Cosse, ex ministro dell’Industria del precedente governo ed ex presidente di Antel. Più staccato invece sarebbe Martínez, ex sindaco di Montevideo alla ricerca del secondo mandato dopo la sconfitta di un soffio alle ultime elezioni nazionali. La seconda candidata favorita per i sondaggi è Laura Raffo, un’economista catapultata in politica che si presenta come rappresentante della coalizione di centro-destra che governa il paese e che cercherà di replicare l’impresa compiuta da Luis Lacalle Pou nelle elezioni presidenziali che hanno messo fine a 15 anni di centro-sinistra. Oltre a Montevideo, il Frente Amplio spera di mantenere anche l’altra sua tradizionale roccaforte Canelones, il secondo dipartimento più popolato della nazione, e cercherà altre riconferme a Salto e a Rocha (dove è in vantaggio) mentre la sfida per Río Negro e Paysandú è più incerta. I pronostici indicano che tutti gli altri dipartimenti resteranno sotto il dominio del Partido Nacional con l’unica eccezione di Rivera dove ci dovrebbe essere la riconferma del Partido Colorado.

MATTEO FORCINITI

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