Vincenzo De Luca (foto depositphotos)

Mentre la curva dei contagi continua a salire e Governo e Regioni studiano il da farsi, nel tentativo di contenere la cosiddetta "seconda ondata", non manca chi, in questa fase, soprattutto tra i rappresentanti del mondo sanitario, invita ad adottare misure più drastiche per stoppare l’avanzata del morbo. D'altronde basta un dato per impensierire tutti: in una settimana sono più che raddoppiati i casi nella scuola dove si è passati da 2.348 a 5.793. Insomma: il Covid avanza. E così il professor Andrea Crisanti dell'Università di Padova, ammonisce: "La curva salirà ancora, fermiamoci 2-3 settimane". Sulla stessa falsariga il monito della Fondazione Gimbe: "c'è stato un raddoppio dei casi in 7 giorni. Servono lockdown mirati". Sembra pensarla così anche il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri il quale, pur mostrandosi scettico nei confronti di una nuova e più generale "serrata" che qualcuno vorrebbe già pronta a Natale ("Finché contagi salgono gradualmente non vedo preoccupazione" ha detto l'esponente del governo), appare più possibilista circa l'ipotesi di chiusure limitate "confinamenti circoscritti". Nel frattempo, sui territori, la situazione si fa delicata. In Campania, il nuovo record di contagi toccato ieri (quota 1.127), ha fatto suonare un pericoloso campanello d'allarme spingendo Palazzo Santa Lucia al varo di una nuova ordinanza che prevede lo stop di tutte le feste con invitati estranei al nucleo familiare convivente. La sospensione riguarda anche le celebrazioni relative a "cerimonie, civili o religiose" in luoghi pubblici, aperti al pubblico e privati, al chiuso o all'aperto. E dal 16 al 30 ottobre anche per scuole (primarie e secondarie) ed università (fatta eccezione per gli studenti del primo anno). Più a nord, il governatore emiliano Stefano Bonaccini ammette laconico: "Bisogna essere pronti a lockdown molto parziali. Lockdown generalizzato? Si passerebbe ad una pandemia economica e sociale". In ogni caso, è la sua conclusione: le "decisioni vanno prese a Roma, ma la gestione tocca a noi".

STEFANO GHIONNI

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