In una America dove la linea che divide Repubblicani e Democratici è diventata voragine, è davvero un'impresa trovare un argomento, un fatto che trovi i due schieramenti sullo stesso lato. Ma ciò che pare impossibile a qualsiasi latitudine e longitudine degli USA, a New York al contrario è di una semplicità estrema. Tutti, non importa la fede politica, sono infatti uniti nel definire Bill de Blasio il peggior sindaco di sempre nella lunga e non sempre felice storia della Big Apple. De Blasio, Democratico, penosamente si era anche candidato per le presidenziali del suo partito per poi essere subito costretto al ritiro (d’accordo che accettano tutti, ma c’è sempre, anche in fondo, un limite all’indecenza). E nemmeno un mese fa, da un collega di partito, il Representative Max Rose, si è visto riconfermato, meritatissimo, il titolo di ‘worst mayor in the history of New York City’ addirittura in uno spot pubblicitario in vista delle prossime elezioni. Il peggiore di sempre che ha macchiato la storia italiana su quella poltrona della città.

Ma alle prossime elezioni, in programma esattamente tra un anno, de Blasio, grazie al cielo, non potrà più ripresentarsi (è al secondo mandato). Diversi per ora i papabili e potrebbe esserci anche Andrew Giuliani, figlio di Rudy. Chi invece ha già annunciato e ufficializzato la propria candidatura è Scott LoBaido, artista italo-americano. Un nome conosciuto, e non solo a New York. LoBaido è di State Island, una delle enclavi italo-americane ed è diventato celebre per aver dipinto, in ognuno dei 50 stati degli USA, un murales con la bandiera a stelle e strisce. A NYC invece la popolarità se l'è presa per una enorme T sempre con i colori della bandiera, che ovviamente inneggiava a Donald Trump: gli era stata commissionata da un altro paisà Sam Pirozzolo che l'aveva messa nel proprio giardino, poi i vandali l'hanno bruciata.

"Anche una scimmia senza occhi - ha detto al momento dell'annuncio - potrebbe fare un lavoro migliore di quello portato avanti dall'attuale amministrazione. Non sono un politico, ma nemmeno Ronald Reagan e Donald Trump lo erano. Perchè allora non dovrei candidarmi? Non posso fare peggio di questo clown (de Blasio ndr)". LoBaido, 55 anni, repubblicano, conservatore che si descrive 'patriota creativo', con l'attuale sindaco ha una lunga storia di battaglie culminate con murales e anche una t-shirt che raffigura il mayor con l'immagine del Che Guevara sulla maglietta mentre in mano tiene la testa mozzata della statua della Libertà. De Blasio è contro la polizia, le comunità religiose, addirittura anche l'altro collega di partito, più famoso, il Governatore dello stato Andrew Cuomo.

E se poi de Blasio ha contribuito al murales a favore dei Black Lives Matter proprio sulla Fifth Avenue, davanti alla Trump Tower, LoBaido ha dipinto una 'Thin Blue Line' a sostegno delle forze di polizia di fronte a un distretto di Staten Island. "Come artista - ha spiegato LoBaido - rappresento la voce di tanta gente compresi proprietari di piccole imprese, agenti di polizia, mamme con un solo lavoro e anche la folla di Wall Street che non possono esprimere la propria opinione per paura di perdere i propri mezzi di sussistenza. Anche i miei amici liberals non hanno da dire nulla di buono di questo sindaco. Sono l'attivista di tutti. New York è diventata orribile, surreale, l'ombra del crocevia del mondo che era una volta. Lower Manhattan è una città fantasma. Mi rattrista, mi fa male, non è questa New York".

La Big Apple nella sua storia ha avuto quattro sindaci italo-americani: il primo Fiorello LaGuardia, 99º mayor, tre mandati dal 1934 al 1945, chiamato Little Flower, piccolo fiore, per la sua statura, era alto solo 157 centimetri. Repubblicano, fu grandissimo, un esempio anche oggi. Poi Vincenzo 'Vincent' Richard Impellitteri, Democratico, dal 1950 al 1953. Nato a Isnello, in provincia di Palermo, divenne primo cittadino di New York in seguito alle dimissioni di William O'Dwyer. Poi Rudy Giuliani, dal 1994 al 2001, Repubblicano grande artefice della ripresa della città, in particolare della qualità e della sicurezza della vita, riuscì a sconfiggere il crimine violento. Una piaga quest'ultima che con de Blasio è tornata a colpire pesantemente NYC: solo quest'anno le sparatorie sono aumentate del 127% e gli omicidi del 76% mentre il sindaco ha tolto un miliardo di dollari dal budget della polizia e la gente e le attività economiche lasciano la città. "Una comunità sicura - ha sottolineato LoBaido - è una comunità prospera. È la cosa più sensata".

Roberto Zanni

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