Mario Draghi (Depositphotos)

Si va verso una prova generale per un nuovo governo? Nessuno ne parla apertamente perché i giochi sono sotterranei. Però….. Tre esempi di convalida: Nicola Zingaretti suggerisce a Giuseppe Conte di coinvolgere nelle decisioni anche le opposizioni. Berlusconi si dice pronto ad aiutare il Paese, ma non il governo. Insomma, sarebbe favorevole a votare "si" per un esecutivo diverso. Salvini si siederebbe ad un tavolo dove però non trovino posto persone completamente inadeguate in un momento così delicato. In tal caso come si comporterebbe il Colle? Non apre e non aprirebbe bocca, ma trapela dai Palazzi una significativa proposta che sarebbe incline a rinnovare l’incarico a Mattarella pur di poter dare agli italiani (finalmente sottolinea la destra) la possibilità di andare a votare. Che cosa fa Conte il quale ha sicuramente subodorato la manovra? Non si tira indietro per il momento: "Per altre due settimane la manovra non si tocca", ripete. Vuol dire che fra 15 giorni se non ci saranno risultati ritorneremo al lockdown? La soglia potrebbe essere quella dei 35 mila contagi giornalieri (ieri se ne sono contati 24.991). Al di là della quale il presidente del Consiglio non avrebbe altre chances se non quella di chiudere l’intero Paese. Basterà? Forse no. Perché l’atteggiamento dei suoi alleati è ambiguo o quasi. Il Pd ritiene che il premier sia morbido. I 5Stelle lo ritengono severo. Renzi lo intralcia un giorno si e un altro pure. Leggiamole le dichiarazioni dei suoi "amici". Di Maio gli dice che bisogna ascoltare le piazze, ancora in subbuglio. E aggiunge: "Non faccia il populista e la smetta di andare avanti con gli slogan". Renzi torna alla ribalta e insiste: "Le decisioni debbono esser basate su valutazioni scientifiche non su emozioni irrazionali. In questo modo, Conte non riduce i contagi, ma aumenta i disoccupati". E’ la dimostrazione che per Palazzo Chigi tira una brutta aria. Come correre ai ripari prima che sia troppo tardi? Anche qui le indiscrezioni si susseguono senza nessuna ufficialità. La data sarebbe quella del nove novembre. Dopo di che se le ristrettezze non avranno dato i risultati sperati, Conte dovrebbe allargare le braccia e promuovere una nuova manovra. Certamente più dura nei confronti degli italiani. Da quel giorno si potrebbe uscire di casa solo per andare al lavoro, per accompagnare i figli a scuola o per recarsi a far la spesa. Quindi, nemmeno i miliardi promessi per le categorie che hanno subìto gravissimi danni sono serviti a calmare gli animi. La gente non si fida, non vuol più sentire parole, ma fatti. Anche ci si rende conto che fuori dei nostri confini, la situazione è tutt’altro che idilliaca. Macron chiude la Francia. La Merkel dice che "si cammina sull’orlo di un abisso inesplorato". In Spagna si corre ai ripari. Ma anche lì, il virus spadroneggia per non parlare del Belgio e della Gran Bretagna. Lasciando da una parte le critiche, bisogna valutare con razionalità la situazione. Ed ecco riaffacciarsi il ritornello del governo di unità nazionale.

Riprende slancio il partito di Draghi. Tutti d’accordo (sia pure se temporaneamente) per far uscire l’Italia dal tunnel. Un Paese con una economia che chiede ossigeno. Le casse sono vuote o semivuote e i miliardi promessi dove li trova il governo? C’è chi sussurra il ritorno ad una patrimoniale, una tassa che nessuno sopporterebbe. Perché alla fine chi andrebbe a pagare se non Pantalone?

BRUNO TUCCI

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