Angela Schirò (foto dalla sua pagina Facebook)
Caro Direttore,
sono decine di migliaia ogni anno i nostri connazionali che, per i più svariati motivi , per scelta o per obbligo, rientrano in Italia. Sono in molti, in questa particolare congiuntura, quelli che mi chiedono se esistono e quali sono i sostegni economici e di lavoro che lo Stato italiano destina ai cittadini italiani rientrati e disoccupati. Mi trovo sempre in difficoltà e a disagio nel rispondere che purtroppo sono pochi e spesso inefficaci gli interventi previsti per loro.
Vale comunque la pena ricordare che chi ha deciso di rientrare a causa dell'emergenza sanitaria ha potuto usufruire del Reddito di emergenza.
Il Reddito di Emergenza (REM) - misura di sostegno economico temporaneo riconosciuta anche agli emigrati italiani che rientrano in patria e acquisiscono la residenza – è stato prorogato dal Decreto Ristori di altri due mesi, novembre e dicembre.  Io ritengo tuttavia che siccome il REM viene concesso alle persone che si trovano in difficoltà a causa del Coronavirus, sarebbe molto opportuno e urgente che la misura sia estesa fino a che dura l’emergenza sanitaria, visto, tra l’altro, che al momento ne beneficia un numero di nuclei familiari pari a 404 mila, con una spesa complessiva che non supera i 500 milioni per l’anno 2020.
Altra misura importante di sostegno è l’indennità di disoccupazione per i lavoratori rimpatriati in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero.
L’indennità è prevista da una vecchia legge (n. 402) del 1975 che è comunque ancora in vigore e viene erogata ai cittadini italiani che abbiano lavorato all’estero e siano rimasti disoccupati per effetto del licenziamento o del mancato rinnovo del contratto di lavoro stagionale. Per accedere alla prestazione bisogna essere rimpatriato entro 180 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro all’estero.
Inoltre con la manovra di Bilancio per 2021 approvata dal Consiglio dei Ministri e trasmessa in Parlamento, il Governo si accinge a mettere in campo importanti risorse e misure per sostenere il lavoro, la crescita, il welfare. Le misure ovviamente sono state pensate per gli italiani in difficoltà ma valgono anche per i nostri connazionali che rientrano in Italia. Infatti per sostenere le politiche attive per il lavoro si prevedono risorse significative, come ad esempio la proroga e il rafforzamento della decontribuzione per le assunzioni nel Meridione e l’introduzione di agevolazioni fiscali e contributive per le imprese private che assumono i giovani e, in via sperimentale, le donne (che come sappiamo sono quelle che più di tutti hanno pagato il prezzo altissimo nell’emergenza in termini di occupazione).
In questi ultimi mesi, voglio sottolinearlo, c’è stato un costante impegno del Partito Democratico e del Dipartimento degli Italiani nel mondo del PD per ascoltare le istanze dei nostri connazionali e per tutelare diritti e interessi delle nostre collettività all’estero.
Nella prossima discussione della legge di Bilancio ci sarà anche il mio impegno per sensibilizzare il Governo alle giuste rivendicazioni degli italiani nel mondo, con una attenzione particolare alle questioni fiscali (Imu, Tari, Rai, etc.) e a quelle socio-previdenziali.

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