Aveva 94 anni Fred Mengoni, è morto la settimana scorsa a New York. Nato nelle Marche, a Osimo, nel 1923, da giovane voleva fare il corridore, ma rimase solo un sogno. Poi nel 1957, accordatore di fisarmoniche, emigrò negli Stati Uniti. In tasca aveva appena 50 dollari. Ma da povero emigrante, Mengoni poi trovò il successo nel campo immobiliare. E con la sicurezza economica ecco che si è ributtato in quello che era stato il sogno da
ragazzo.

Nel 1980 Mengoni, diventato poi celebre per aver portato il ciclismo professionistico negli Stati Uniti, creò a New York il GS Mengoni, un vivaio dal quale sono usciti nomi conosciuti soprattutto George Hincapie. “Riposa in pace Fred Mengoni – ha scritto l’ex corridore oggi proprietario e gm della squadra Holowesko-Citadel – Grazie per tutto quello che hai fatto per me, ciclismo a New York e negli Stati Uniti. Ci mancherai”.

Per anni Mengoni è stato amico di Greg Lemond, primo corridore a stelle e strisce a vincere il Tour de France. Ma l’attività ciclistica di Mengoni negli Stati Uniti è stata davvero ad ampio raggio, infatti fu tra i fondatori della US Pro Cycling, considerata la prima organizzazione di governo del ciclismo professionistico degli USA che poi, in seguito, si fuse con la USCF. Già nel 1994 l’attività di Mengoni negli Stati Uniti fu riconosciuta ufficialmente con l’ingresso nella United States Bicycling Hall of Fame.

E se a New York ha sempre promosso il ciclismo, in tutte le sue forme, in Italia, dal 2001 al 2008 ha finanziato il GP che portava il suo nome e che tra i vincitori ha annoverato anche Danilo Di Luca e Damiano Cunego. Anche altri ex corridori hanno voluto lasciare un pensiero per Mengoni, tra questi il canadese Steven Bauer uno degli atleti che ebbe la possibilità di emergere grazie anche alla attività dell’amante di ciclismo italo-americano.

Caterina Pasqualigo