Gente d'Italia

L’OPINIONE DI VARRIALE. La grande crisi del calcio italiano

Tre sconfitte, un pari interno e una sola vittoria, quella colta in Bulgaria dal Milan, unica squadra certa della qualificazione. Questo il magro bottino  raccolto nelle coppe europee dalle squadre italiane. Fotografia abbastanza fedele di un movimento in difficoltà che, non a caso, vedrà da spettatore i prossimi mondiali in Russia. Certo le situazioni sono diverse.
La splendida Atalanta che è andata a mettere paura al Borussia Dortmund nella sua tana, ha tutte le possibilità di ribaltare la situazione al ritorno, così come la Lazio che, pur incappando nella quarta sconfitta consecutiva, ha grandi chance di eliminare una modesta Steaua Bucarest. Ma sono state soprattutto le prestazione delle due squadre guida del nostro campionato a far suonare l'ennesimo campanello d'allarme sull'attuale livello del calcio italiano.
Intendiamoci, la Juventus non è ancora fuori, e anzi a Wembly, il 7
marzo, ha sicuramente chance importanti da sfruttare, specie se il Tottenham ripeterà certe distrazioni difensive già mostrate a Torino. Ma la superiorità di gioco mostrata dagli uomini di Pochettino per larghi tratti della gara di andata, pur messasi subito in salita per Kane e compagni, non può essere dimenticata.
Ancora peggio ha fatto il Napoli, arresosi quasi senza combattere a un ottimo Lipsia, secondo nella Bundesliga dominata dal Bayern. Avversario sicuramente temibile, ma contro il quale la capolista del campionato di serie A doveva fare certamente una figura migliore.
Sul banco degli accusati è finito Maurizio Sarri, per l'ampio turn over effettuato e per le dichiarazioni della vigilia in cui ha ripetuto un'ovvietà, cioè che quest'anno il Napoli sta  puntando quasi esclusivamente allo scudetto.
Non sono d'accordo con chi crocifigge l'allenatore partenopeo perché credo che nella situazione data le sue scelte fossero pressoché obbligate.
Già in partenza il Napoli non aveva la profondità di rosa della Juventus, costruita per competere su tre fronti. I lunghi infortuni di Milik e Goulham hanno ulteriormente aggravato questi problemi non affrontato e risolto nel mercato di gennaio.
Nella contingenza della partita con il Lipsia poi, erano indisponibili anche lo squalificato Mertens e Chiriches, alle prese con fastidi muscolari.
La delusione maggiore, e la riflessione che anche Sarri deve fare, è venuta dalle prestazioni deludenti offerte dalle seconde linee. Soprattutto Diawara e Rog sono apparsi in preoccupante regresso di rendimento e motivazioni e questo un po' sorprende perché stiamo palando di due giocatori giovani ma di sicuro talento. Forse la gestione della rosa, provando a coinvolgere di più anche i cosiddetti panchinari, è uno degli aspetti in cui l'allenatore nato a Bagnoli deve migliorare.
La verità comunque venuta a galla ben prima del rovinoso 1 a 3 patito dai tedeschi è che il Napoli quest'anno ha sin dall'inizio operato la scelta di privilegiare il campionato. Anche il girone, non certo proibitivo di Champions è stato affrontato con motivazioni del tutto differenti dalla ferocia mostrata nelle sfide italiane. Ora alcuni criticano questa scelta di fare all in su un solo piatto, e qualcuno si spinge a definire addirittura fallimentare la stagione di Insigne e compagni se non arrivasse lo scudetto.  Mi sembra un ragionamento veramente assurdo e inapplicabile sia al Napoli che alla Juventus, capaci di dar vita ad un entusiasmante duello, caso unico in tutti  campionati europei, già praticamente decisi in Inghilterra, Spagna, Germania e Francia.
Alla fine vincerà una sola squadra, ma il cammino  dell'altra non si potrà certamente definire fallimentare.
La sfida scudetto riparte questa settimana con un turno, sulla carta, favorevole agli uomini di Sarri, che riceveranno al San Paolo la Spal, ovviamente da non sottovalutare, mentre a ora di pranzo andrà in scena il derby della Mole. Ostacolo certamente più alto da superare per Allegri la sfida con i granata.
Mazzarri ha riportato entusiasmo nelle fila del Toro, restituendo solidità e concretezza a una squadra che con Mihailovic procedeva troppo a fiammate.
Inoltre è tornato al gol proprio domenica scorsa Belotti e il recupero del Gallo è la migliore notizia per Cairo e i tifosi del Torino che aspettano la vittoria nel Derby da aprile 2015.
Confrontando gli organici la Juventus, resta comunque favorita anche se per Allegri non sarà facile la scelta dell'undici da mandare in campo.
Tornerà infatti a disposizione dopo l'infortunio Dybala, ma l'argentino sembra destinato a partire dalla panchina, perché un suo inserimento porterebbe o all'accantonamento dello schema con il centrocampo a tre, scelta assai rischiosa come si è visto in Champions, o alla rinuncia a uno tra Higuain e Mandzukic, con comprensibili difficoltà per gli equilibri di spogliatoio.
Vedremo cosa deciderà l'allenatore livornese apparso piuttosto nervoso nella conferenza stampa dopo la gara col Tottenham. Nervi tesi comunque comprensibili, visto che ormai siamo entrati nella fase decisiva della stagione.

Enrico Varriale

 

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