Si è spento l’ultimo esponente ancora in vita della dittatura militare che ha tenuto in scacco l’Argentina tra il 1976 e il 1983. Reynaldo Benito Antonio Bignone, presidente ‘de facto’ della repubblica sudamericana tra il 1982 e il 1983, è morto a 90 anni all’ospedale militare di Buenos Aires.

Stava scontando una decina di condanne per crimini di lesa umanità, tutti compiuti durante la sanguinosa esperienza della dittatura che ha dilaniato il paese per sette lunghi anni, una dittatura da cui Bignone non ha mai preso le distanze.

In carica dal primo luglio 1982 al 10 dicembre dell’anno successivo, quando ha ceduto il testimone a Raul Alfonsin, eletto democraticamente attraverso libere elezioni, Bignone è stato il tredicesimo presidente ‘de facto’ argentino.

Di chiare origini italiane, salì al potere dopo la destituzione di Leopoldo Galtieri e il brevissimo interregno di Alfred Oscar Saint Jean, in carica per 13 giorni subito dopo la disfatta militare nella guerra con la Gran Bretagna per il possesso delle isole Malvine.