Gente d'Italia

L’anguria, il frutto simbolo dell’estate

Il frutto simbolo dell’estate è senza dubbio l’anguria o cocomero, che identifica da sempre l’allegra convivialità, forse perché, secondo una leggenda, sarebbe stato uno dei primi strumenti di gioco degli dei, di certo per la sua forma simile ad una palla.

Questo frutto predilige il clima temperato-caldo e per dare buoni risultati vuole calore, luce ed acqua in abbondanza. Le principali caratteristiche della pianta sono le sue foglie, grandi e pelose, e l’elevato numero di frutti prodotti: fino a 100.

Originaria dell’Africa tropicale, rappresenta ancora oggi un'importante fonte di sostentamento per le popolazioni indigene di quelle zone durante i periodi di siccità. David Livingstone, un missionario scozzese vissuto nel XIX secolo, ne riportò memoria nei suoi taccuini di viaggio, dopo averne osservato l’abbondante crescita durante le esplorazioni nel deserto del Kalahari.

Le prime coltivazioni di anguria si ebbero nell’Antico Egitto, dove il mito racconta che questo frutto avrebbe avuto origine dal seme del dio Seth, divinità del deserto e dei morti, e quindi gli Egizi erano soliti deporlo nelle tombe dei Faraoni, come mezzo di sostentamento per l’aldilà.

In Europa fu introdotto a partire dal XIII secolo con l’invasione dei Mori. Il tipo più insolito di anguria viene dal Giappone, in particolare dalla regione dello Zentsuji, dove i produttori fanno crescere i frutti all’interno di contenitori quadrati, ricavandone dei frutti cubici, facili da sistemare per il trasporto.

Con l’anguria si realizzano anche vere e proprie sculture. Esiste un’arte, il watermelon carving, cioè l’intaglio dell’anguria, protagonista dal 2006 del Melounovy Festival, che si tiene ogni anno a Praga, nella Repubblica Ceca: si tratta di una vera e propria galleria dove artisti di tutto il mondo lavorano le angurie, intagliandole e ricavandone delle sculture davvero sorprendenti per bellezza ed originalità.

Il cocomero è anche un prezioso alleato per chi vuole mantenere la linea ed avere la pelle fresca e luminosa. La “dieta di anguria” deve però essere praticata seguendo una regola ben precisa, calcolata, evitando così che una salutare norma dietetica si trasformi in un danno.

Se infatti il consumo di questo frutto, così ricco di acqua e zucchero, si dovesse aggiungere alla normale alimentazione, diventa logico che il risultato potrebbe rivelarsi negativo ai fini del peso corporeo; invece se si sostituisce a giorni alterni (per 10-15 giorni e più) ad uno dei pasti giornalieri una macedonia o del frullato di anguria, alla fine si avranno certamente tre importanti risultati:

• le funzioni intestinali e renali risulteranno più attive;

• la carnagione sarà più fresca e trasparente, in quanto priva di impurità;

• il peso sarà diminuito almeno di un chilogrammo. 

Prima di descrivere le due ricette che rappresentano l’alternativa di questa dieta particolare ed economica, bisogna sottolineare che l’anguria, per essere consumata, deve essere perfettamente matura, priva di striature biancastre sulla polpa, e che la parte da usare è esclusivamente quella rossa, che va quindi separata dalla buccia con attenzione, evitando lo strato bianco, prossimo alla buccia stessa.

Per capire se un’anguria è matura al punto giusto bisogna abbracciare il frutto, avvicinarlo all’orecchio e, percuotendone la superficie esterna con il pugno, si dovrebbero udire rintocchi armoniosi e profondi che gli esperti dicono simili a quelli di un violoncello. Infine la polpa deve essere molto fredda, ma non gelata: bastano in genere due o tre ore di frigorifero per portare il cocomero alla temperatura ideale. Ovviamente il tempo di raffreddamento varia: è minore se il frutto è tagliato a fette, ed è maggiore se il frutto è intero.

Un’ultima raccomandazione prima delle ricette: se si decide di consumare la macedonia o il frullato di anguria, non bisogna poi mangiare altro fino al pasto successivo. In caso di fame si può tenere “tranquillo” lo stomaco con una limonata non addolcita o con un caffè con pochissimo zucchero.

MACEDONIA DI ANGURIA 

Privare dei semi una o due fette di anguria (a seconda della grandezza del frutto), tagliarle a dadini e porle in una coppetta di vetro: cospargere di zucchero senza mescolare, aggiungere un bicchierino di cognac o di rum e tenere in frigorifero per qualche ora. La macedonia può essere completata, secondo i gusti, con il succo di mezzo limone.

FRULLATO DI ANGURIA 

Tagliare a pezzi grossi come una noce due fette di anguria, eliminare i semi e mettere la polpa così preparata nel bicchiere del frullatore: se l’anguria non è molto dolce aggiungere poco zucchero e completare il tutto con il succo di un limone ed un bicchierino di rum. Frullare per circa due minuti e bere immediatamente.

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