José Nasazzi è stato uno dei più grandi calciatori della storia. Conosciuto come “Gran Maresciallo”, è stato il capitato della nazionale uruguaiana tra gli anni venti e trenta, quando la piccola Celeste dominava il mondo a livello calcistico. Con l’Uruguay ha vinto praticamente tutto: i Giochi olimpici del 1924 e 1928 (un anticipazione di quello che sarà il torneo della Fifa), i primi Mondiali del 1930 in casa, e ben quattro volte il Sudamericano (1923, 1924, 1926, 1935).

Dietro la storia di questo campione c’è anche un po’ di Italia, di Lombardia per la precisione: il padre, infatti, era nato a Esino Lario un piccolo paese della provincia di Lecco che ha ricordato in questi giorni Nasazzi in occasione del cinquantesimo anniversario della sua morte, avvenuta il 17 giugno del 1968. Un anniversario, questo, che è stato ricordato con vari atti nella cittadina a cominciare da una conferenza presso il teatro di Esino e da una mostra fotografica incentrata sul calcio di quegli anni.

In questi giorni si è svolto anche un torneo calcistico in suo onore dove hanno partecipato i bambini della categoria pulcini provenienti da diverse squadre di Italia e Uruguay oltre a quelle di nazionali europee che parteciparono al primo mondiale del 1930: Francia, Jugoslavia, Romania e Belgio. Il primo torneo Nasazzi è stato vinto dalla locale Olginatese. Durante le celebrazioni è stata scoperta anche una targa commemorativa in ricordo del terzino destro bandiera del Bella Vista e poi del Nacional. La targa è stata presentata dall’Ambasciata dell’Uruguay in Italia insieme al Comune di Esino Lario ed ha avuto la collaborazione di diverse istituzioni tra cui i due club uruguaiani con cui Nasazzi ha giocato.

Matteo Forciniti

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