L'immagine di Desiree su uno dei muri del quartiere San Lorenzo a Roma

E' stato rintracciato il quarto uomo sospettato della morte di Desiree Mariottini, la 16enne drogata e stuprata in un capannone abbandonato del quartiere San Lorenzo a Roma, dove poi è stata ritrovata priva di vita. Sarebbe un cittadino del Gambia ed è stato intercettato a Foggia. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti che indagano per capire il ruolo che l'extracomunitario avrebbe avuto nella vicenda.

BECCATO NEI PRESSI DELLA "PISTA"
Il fuggitivo è stato fermato dalla polizia in località Cara di Borgo Mezzanone, alla periferia di Foggia, nei pressi della località nota come la "pista", sede di un insediamento abusivo di extracomunitari, parzialmente distrutto da un incendio pochi mesi fa. E' lì che, poche settimane fa, due poliziotti erano stati aggrediti da un gruppo di stranieri durante un arresto.

LE INDAGINI SULLA MORTE DI DESIREE
I primi tre fermati sono immigrati irregolari accusati di omicidio volontario, violenza sessuale di gruppo e cessione di stupefacenti. Due sono senegalesi, Mamadou Gara di 26 anni e Brian Minteh di 43. Il terzo è un nigeriano di 40 anni. Hanno tutti precedenti per spaccio di droga. Ascoltate in Questura ieri, fino a tarda sera, anche alcune persone informate dei fatti.

IL RACCONTO SHOCK DI UN TESTIMONE
La giovane è stata drogata e poi abusata sessualmente quando era in uno stato di incoscienza. E intanto spunta un testimone che all'Ansa racconta: "Quella notte ero nel palazzo. Ho visto Desirée stare male. Era per terra e aveva attorno 7-8 persone. Le davano dell'acqua per farla riprendere", racconta, dicendo di essere stato ascoltato in Questura. Il teste racconta anche che quella notte, attorno all'una, "qualcuno chiamò i soccorsi".