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Oggi le elezioni di Midterm: i ‘Dem’ calano ma avanti nella Camera, nuovo scontro in Georgia

I dem calano negli ultimi sondaggi ma restano in pole per conquistare la Camera nelle elezioni di Midterm, mentre in Georgia, dove ci sono alcune delle sfide più roventi e arriva Trump, esplode una dura polemica per la decisione di un ministro-candidato repubblicano di aprire un'inchiesta contro il partito democratico locale per un fallito hackeraggio del sistema di registrazione del voto. L'indagine è stata annunciata dal segretario di stato Brian Kemp, che è anche il rivale di Stacey Abrams, potenziale prima governatrice afro-americana negli Usa.

"Un abuso di potere, un conflitto di interessi", ha replicato il partito democratico georgiano, che da tempo chiedeva a Kemp di dimettersi dal ministero che sovrintende alle elezioni in cui è candidato. L'America intanto è percorsa dai comizi e dai sondaggi dell'ultima ora prima del voto di oggi, quando arriverà il giorno del verdetto (o 'del giudizio', secondo altri) che dirà se il trumpismo è un fenomeno effimero o destinato a durare, dopo che il presidente ha trasformato il voto in un referendum su se stesso guardando già al 2020.

Secondo l'ultimo sondaggio Washington Post-ABC News, i dem hanno perso terreno ma mantengono il loro vantaggio nella corsa per la Camera tra gli elettori registrati: sono avanti di 7 punti, 50% contro 43%, in linea con le altre rilevazioni. La percentuale è più bassa dell'11% rispetto allo scorso mese e addirittura dimezzata rispetto ad agosto (+14%). Il margine di errore offe comunque un'ipoteca e la leader dem alla Camera Nancy Pelosi canta già vittoria pensando di tornare speaker. Ma il Wp avverte che i risultati di un sondaggio a livello nazionale non si possono trasferire automaticamente sulle competizioni nei singoli collegi, tantomeno nei 60 più incerti. Resta inoltre l'aleatorietà legata al fenomeno Trump, che smentì ogni previsione nella corsa alla Casa Bianca.

Il tycoon continua a volare da una parte dall'altra del Paese tenendo anche due comizi al giorno (oggi in Georgia e in Tennessee, mentre Barack Obama è in Indiana e in Illinois) e facendo sempre il pieno di fan. "Formidabili code di gente che vuole esserci, che folla! E' un segno della forza repubblicana martedi?", si e' chiesto su Twitter postando una foto del suo arrivo ieri sera a Pensacola, Florida. Ma l''effetto Donald', che continua a cavalcare il boom economico e le paure sull'immigrazione, dovrebbe concentrarsi sui più facili e meno numerosi duelli per difendere la risicata maggioranza al Senato. Del resto lo stesso presidente ha ammesso che i dem potrebbero vincere alla Camera. E già ci si interroga su come reagirà Trump. Nel suo entourage si dice che se manterrà il Senato perdendo la 'House' si dirà soddisfatto perché è capitato a tutti i suoi suoi predecessori nelle elezioni di Midterm e non significherebbe una sconfessione del trumpismo.

Non solo. C'e' anche chi sostiene che il tycoon veda egoisticamente dei vantaggi nella perdita della Camera, pensando alla corsa per la Casa Bianca nel 2020: resterebbe un'anatra zoppa, ma avrebbe un alibi per giustificare eventuali mancate promesse (come il muro col Messico), la Pelosi come facile bersaglio e l'aureola del martire (che politicamente paga, come successe a Bill Clinton) in caso di impeachment. In attesa del voto, queste Midterm hanno già incassato due record: quello del voto anticipato (31,5 milioni di elettori) e di elezioni più costose, con oltre 5 miliardi di dollari spesi (+35% sul 2014).

 

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