AVVIATA LA STAMPA DELLE TESSERE– Dopo le polemiche sulle tessere per il reddito di cittadinanza, il vicepremier e leader pentastellato Luigi Di Maio ha provato a gettare acqua sul fuoco spiegando di aver “già da due settimane” dato “ordine al mio staff di lavorare con Poste per avviare tutto il progetto sul reddito di cittadinanza, che include anche la stampa delle tessere”. Quindi “non c’è nessun giallo”. Il caso è nato dopo che Laura Castelli, sottosegretaria al ministero dell’Economia e delle Finanze, interrogata sull’argomento dalla giornalista Lilli Gruber nel corso del programma Otto e Mezzo (in onda su La7), aveva cercato eludere la domanda.
“Di Maio ha annunciato che sono in stampa le tessere elettroniche per erogare il reddito di cittadinanza: intanto sono 5 o 6 milioni? E chi le sta stampando?”. Questi i due quesiti rivolti alla giovane deputata grillina. “La platea dovrebbe essere di 5 milioni e mezzo circa” era stata la sua risposta ma poi, incalzata dalla giornalista e da Alessandro Sallust (direttore del Giornale), su chi stesse effettivamente stampando quelle tessere, la Castelli, visibilmente imbarazzata, aveva scelto di non rispondere.

ANCHE SE LA MANOVRA, DI FATTO, NON E’ STATA ANCORA APPROVATA– “Entro la metà di dicembre faremo una presentazione nei dettagli del reddito di cittadinanza”, ha proseguito Di Maio in diretta Facebook da Bruxelles, accorrendo in soccorso della collega di Movimento. “Una parte sarà nella legge di bilancio e una parte sarà decreto legge, a breve tutto sarà molto più chiaro, perché è una norma complessa”, ha poi aggiunto. Sarà. Intanto restano i dubbi. Prima di tutto perché la manovra (che fino a prova contraria contiene il reddito di cittadinanza) non è stata ancora approvata. E poi perché per affidare un appalto a Poste (che è pur sempre una Spa partecipata solo in parte dallo Stato), servirebbe organizzare una gara europea (parliamo di un appalto sicuramente superiore al milione di euro) soggetta al monitoraggio dell’Anac, procedura prevista dal nuovo codice degli appalti varato, appunto, dall’Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone. Insomma: non è possibile l’affidamento diretto.

I DUBBI DELL’OPPOSIZIONE– Immediata, in tal senso, la replica delle opposizioni, con le senatrici del Pd, Caterina Bini e Simona Malpezzi che non le hanno certo mandate a dire. “Siamo di fronte a un danno erariale o all’ennesima bufala? Il reddito di cittadinanza non è una legge. Chi ha dato allora ordine di stampa? È stata fatta una gara pubblica o un affidamento alla Sogei? Prima di andare a denunciare Di Maio e la Castelli, attendiamo la risposta di Conte”. Anche Fratelli d’Italia, attraverso le parole del capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida, è partita lancia in resta chiedendo delucidazioni: “se ancora non c’è una norma che autorizza la spesa come è stato possibile stampare le tessere? E se la tipografia non è l’Istituto Poligrafico dello Stato, a chi è stata affidata la stampa e a quali costi? E se queste tessere, che evidentemente non possono essere al portatore ma nominative, sono già in stampa, significa che il governo conosce già nome e cognome dei beneficiari del reddito di cittadinanza?”.