Gente d'Italia

Quando mio nonno Colonnello Reale…

Quell'enorme ritratto di Madonna che capeggiava sul grande letto dei miei nonni é stato sempre il mio quadro preferito. Anche perché in quel lettone di ferro battuto con baldacchino e tendone bianco trasparente ci sono nato, ed é stato per la mia fanciullezza il rifugio in cui sognare. Mio nonno e il padre di mio nonno sono stati ufficiali dell'Arma, quella Reale, e quel ritratto insieme con divise, elmi, fasce, medaglie, sciabole, giberne, carabinierini di piombo, perfetti nelle loro miniature e... il lettone sono state un po' il mio mondo e i miei ricordi preferiti.

La bacheca con la "diagonale", la sciabola, l'elmo piumato, medaglie e targhe, poi, hanno riempito di meraviglia gli occhi dei miei amichetti quando con orgoglio li portavo nello stanzone-studio, quasi un sacrario, pieno di ricordi, statuette, mostrine, spadini, fiocchi e fiocchetti, biglietti e buste etichettate e catalogate...veri e propri cimeli. E poi c'era il Circolo dell'Unione, a Napoli, dove qualche volta mio nonno mi portava, e sedevo in poltrona con i suoi colleghi, tutti esclusivamente dell'Arma, e tutti tremendamente seri... Parlavano spesso di vecchie battaglie, di tattiche militari, ma anche dell'Africa e del deserto, di usi e costumi di quelle terre, di caccia grossa...

Ma anche delle nuove leve, dei nuovi comandanti e del lavoro oscuro dei marescialli delle stazioni, del loro prodigarsi verso la gente, dei loro eroismi... Quante volte mi ha raccontato chi era e come si é immolato Salvo D'Acquisto. Ma é nel lontano 1957 che mio nonno mi raccontó di un altro, uno dei tanti atti eroici che forse ancora oggi pochi conoscono. Era il 2 giugno del 1957, avevo 12 anni e stavo tornando a casa, a Napoli, dopo aver assistito a Milano alla parata del 2 giugno... Lui, mio nonno vi aveva partecipato seduto insieme con altri ufficiali, il petto pieno di medaglie e nastrini, su una jeep militare... Carabinieri a piedi, a cavallo, la fanfara, l'inno di Mameli, e tutte quelle bandierine bianco-rosso-verde, poi il rinfresco, quelle divise e i pennacchi rossoblu, il ritorno in quella specie di minibus....tutta la notte ascoltando storie di guerra e di eroi. E quei tre carabinieri fiorentini morti per gli salvare altri...

Sí, tre giovani carabinieri iscritti al fronte clandestino di Firenze, ma ancora in servizio nella loro piccola caserma di Fiesole. I tedeschi li scoprirono ma loro riuscirono a nascondere le armi e si rifugiarono sulle colline. Dove peró vennero informati che i tedeschi avevano preso in ostaggio dieci persone. Li avrebbero fucilate al tramonto se i carabinieri non fossero stati ritrovati. Tornarono allora alla loro caserma dove vennero catturati e fucilati... Il film della parata del 2 giugno 1957 esiste ancora, lo rivedo spesso e penso con amore al mio vecchio colonnello, ai suoi insegnamenti, ai suoi racconti di guerra, all'Arma che aveva sposato, ai Carabinieri cui anch'io, sono e sarò sempre fedele... Nei secoli dei secoli.

P.S. Un grande e affettuoso abbraccio a tutti i carabinieri ed in particolare ai miei vecchi e carissimi amici generali di Corpo d'Armata Tullio Dal Sette, già Comandate Generale, Vittorio Tommasone, attuale comandate Napoli e Libero Lo Sardo confermato nei mesi scorsi all'unanimità e per la terza volta, Presidente dell'Associazione Nazionale Carabinieri

(m.p.)

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