Anche se questa è la stagione turistica per eccellenza, diciamo che ogni periodo è ottimo per venire in Italia, perché i luoghi, le occasioni, gli eventi, rappresentano un’offerta senza fine. Per conoscere meglio qual è l’entità del turismo in Italia, vera fonte di ricchezza per il nostro Paese definito “museo a cielo aperto”, senza dimenticare le 54 meraviglie divenute patrimonio dell’Unesco, abbiamo incontrato Isa Grassano, nata, a dirlo è lei stessa “in una terra che, fino a qualche tempo fa, (quasi) nessuno sapeva dove fosse: la Basilicata”. Oggi vive a Bologna dove scrive libri sul turismo e, come giornalista professionista freelance, collabora con le più importanti testate nazionali, “I Viaggi di Repubblica”, “Il Venerdì di Repubblica”, “Donna Moderna”, “Intimità”, “Marco Polo”, “Io Donna del Corriere della Sera”, “Corriere Salute”. Scrive anche di attualità, interviste a personaggi, storie vere, e cura rubriche di libri e il blog amichesiparte. Spesso in viaggio, alla ricerca di nuove mete, segreti e curiosità da poter raccontare ai suoi lettori. E svela il suo segreto… “ho l’ottimismo dei folli e la tenacia dei muli”.

Lei ha scritto diversi libri tutti focalizzati sulle opportunità turistiche del nostro paese che, secondo Instagram, è uno dei più fotografati: quali sono le mete più ambite e… fotografate?

Le fotografie, da sempre, sono una finestra sul mondo e un mezzo potente capace di accendere la curiosità e la voglia di viaggiare. Questo è ancor più vero oggi, dal momento che i social media rappresentano una fonte di informazione e ispirazione a tutti gli effetti, anche quest’anno, nonostante Assoturismo Confesercenti registri un calo delle presenze per il mese di agosto. Lo scenario fornito da Assoturismo Confesercenti sembra essere confermato, tra l’altro, dai dati di SEMrush e Marketing01 su cosa cercano i turisti digitali in rete. Nella top five delle mete più ricercate su Google e altri motori di ricerca ci sono quest’anno, e nell’ordine, Milano, Napoli, Roma, Firenze e Bologna: città d’arte di respiro internazionale, con una consistente tradizione enogastronomica e soprattutto con scorci e luoghi altamente instagrammabili. Usare Instagram per il turismo, infatti, è notoriamente ad alto impatto visivo. Il solo hashtag #instatravel, il più usato dagli instagramer quando si tratta di condividere racconti di viaggi e vacanze, è stato utilizzato quasi 57 milioni di volte. A fare faville sull’account Instagram è anche Burano, l’isola a due passi da Venezia, con casette colorate affacciate sui canali. I turisti trascorrono molto tempo a immortalare le porticine colorate, le mura e le finestre.

Da quali Paesi stranieri arrivano, in prevalenza, i turisti?

Intanto vorrei dare questo dato: sono 91 milioni gli stranieri che hanno visitato l’Italia lo scorso anno (2018), il 6% in più del 2016. Lo dimostrano anche i transiti aeroportuali: ben 121milioni di passeggeri nel 2018 con una crescita del +7,2%, quasi due punti in più rispetto all’Europa (la cui media è infatti di +5,6% con 93 milioni di passeggeri). Per quanto riguarda gli arrivi, la Germania, insieme a Usa e Francia, continua ad essere il maggior importatore di servizi turistici dall’Italia: le spese dei turisti tedeschi nel nostro Paese sono cresciute di quasi il 15% lo scorso anno, seconde solo a quelle dei canadesi. Inoltre, la prestigiosa selezione dei 52 Places to Go del New York Times ha inserito ben due regioni italiane: Puglia al diciottesimo posto e Liguria al venticinquesimo. Infine, una ricerca, condotta da Ipsos per l’Enit, ha evidenziato come il Belpaese sia la meta più “sognata” dagli stranieri. Alla domanda “Dove andresti in vacanza se vincessi un viaggio?” il 37% degli intervistati ha indicato l’Italia (Usa 32%, Australia 31).

Oltre a Roma, Napoli, Milano, Firenze, Venezia, da qualche anno a questa parte sono diventate mete ambite anche i nostri borghi: quale vogliamo citare e quali le caratteristiche che attraggono i turisti?

Piacciono molto i borghi della Basilicata, e non lo dico per campanilismo. Ad esempio Irsina, l’antica Montepeloso, dal greco plusus, “terra fertile e ricca”, da poco entrata a far parte della lista dei Borghi più belli d’Italia, unica cittadina nella provincia di Matera a potersi fregiare dell’ambito riconoscimento. Domina le valli del Bradano e del Basentello e incanta anche per i numerosi palazzi gentilizi contrassegnati da stemmi ed epigrafi e i vicoli medievali arcati. Passeggiando lungo le strade della cittadina, affacciandosi dalle mura di cinta che la proteggono come in un abbraccio, è ancora possibile percepire gli odori della terra e soprattutto respirare tanta arte, tanto da aver ottenuto anche il logo di Città d’Arte. Conserva l’unico esempio scultoreo nella produzione artistica del Mantegna, uno dei massimi artisti del nostro Rinascimento, conosciuto come pittore e incisore. Una volta visitato, difficilmente si riesce a dimenticare Irsina, e a conferma di quanto apprezzato sia questo borgo, una nutrita presenza di stranieri che hanno acquistato e ristrutturato gli edifici del centro storico, un po’ come sta avvenendo in altri luoghi. Oggi il borgo è abitato da inglesi, belgi, olandesi, statunitensi, e neozelandesi.

Tra le sue pubblicazioni, anche “Amiche si parte” in cui cita un borgo che oltre ad essere una meta molto adeguata alle signore, ha una particolare storia di emigrazione…

Dici Acqua di Colonia e pensi subito alla Germania, ed invece… L’Acqua di Colonia riporta infatti subito alla mente la località di Colonia, in Germania, dove ha sede l’azienda produttiva, pochi però sanno che questo profumo, tra i più antichi al mondo, racconta una storia tutta italiana di emigrazione. Sono piemontesi, infatti, i due “maestri profumieri”, l’inventore Giovanni Paolo Feminis (1660-1736) che emigra a Colonia nel 1709, e Giovanni Maria Farina (1685-1766) che si occupò della commercializzazione dell’antica formula. Per ricordare questo passato costellato di successi e raccontarne l’origine vigezzina, vale la pena visitare la Casa del Profumo Feminis-Farina a Santa Maria Maggiore. Visitare La Casa del Profumo è un modo per conoscere da vicino questa profumazione, composta da una trentina di essenze (tra cui bergamotto, limone, fiori d’arancio, rosmarino, lavanda), nata inizialmente con scopi medicamentosi e divenuta nel tempo la fragranza preferita da sovrani, scrittori e personaggi illustri come Goethe, Voltaire, Napoleone e la regina Vittoria.

Spesso le nostre località ricevono ampi apprezzamenti dalla stampa estera, ha appena citato il New Times che quest’anno ha dato ampia rilevanza a Puglia e Liguria, in passato, altre regioni come le Marche e la Calabria, sono state dichiarate “mete privilegiate”; cosa può raccontarci, ad esempio, della Calabria?

Tanto per iniziare, in Calabria esiste un borgo dove ancora si parla occitano. Si chiama Guardia Piemontese, a circa 500 m d’altezza sul livello del mare, e qui si rifugiarono centinaia di profughi di religione valdese provenienti dalle valli del Piemonte. Visitando l’antico borgo si respirano ancora le atmosfere del tempo. Le viuzze strette e silenziose tra scalette e ballatoi, le case addossate le une alle altre che sembrano essere state costruite per proteggersi, per comunicare facilmente, per far fronte comune contro qualsiasi pericolo esterno. La toponomastica è sia in italiano che in occitano, e capita di sentire ancora qualcuno che parla la lingua occitana, insegnata anche nelle scuole. A poca distanza ci sono le Terme Luigiane, una stazione di cura tra le più antiche, elogiate già da Plinio il Vecchio, che sorgono nell’ampia vallata del fiume Bagni, ricchissima di boschi, soprattutto di faggi e castagni, ma distante soltanto poco più di un chilometro dal mare. La particolarità sono le acque, le più ricche di zolfo in Europa, “elemento divino” come lo chiamavano i greci ed elemento essenziale dell’organismo umano, (grado solfidometrico: 173 mg/l) a una temperatura naturale di 47°C.

Nel suo libro “Forse non tutti sanno che in Italia”, ci sono diversi capitoli per ogni regione… parliamo della Sicilia: quali le curiosità, i “gioielli” sconosciuti che vuole condividere con i nostri lettori?

Diciamo che ogni regione ha le sue curiosità, i suoi “gioielli”, ed anche la Sicilia, terra dal grande fascino, non è da meno. A Cefalù, ad esempio, c’è “Il Giocondo”, ritratto di un uomo che ha lo stesso sorriso enigmatico della Gioconda conservata al Louvre di Parigi. Questo Ritratto d’ignoto, dipinto da Antonello da Messina tra il 1465 e il 1472, è conservato nel Museo Mandralisca. E se dinanzi alla Gioconda si sfila rapidi per permettere a tutti, vista la grande affluenza, di contemplare la Monna Lisa, qui ci si può prendere tutto il tempo necessario per sbizzarrirsi a interpretare l’espressione delle labbra e fantasticare sulle somiglianze di questo bizzarro personaggio. Ad Agrigento, nel cuore della Valle dei Templi si trova il primo archeo-hotel, il Costazzurra Museum & Spa. Tra le sale e le camere c’è un’esposizione permanente di pezzi originali e pregiati della Magna Grecia che permette un’esperienza culturale esclusiva e immersiva nell’antichità. A Siracusa si può ammirare, invece, la prima opera del Caravaggio, custodita all’interno di Santa Lucia alla Badia (angolo via Pompeo Picherali), una chiesa normanna, interamente realizzata in pietra calcarea chiara. Protagonista è la patrona di Siracusa e il tema raffigurato è il seppellimento. E potrei continuare ancora…

Sempre in questo libro, vengono ricordate curiosità che possono rappresentare anche dei primati…

In effetti, molti conoscono Castel Gandolfo anche come residenza estiva dei Papi, ma in pochi sanno che proprio qui fu inventata la prima cassetta delle lettere. Era il 1820 e in consiglio comunale fu messa a votazione l’istituzione di una cassetta in piazza della Libertà, recante sul coperchio una fessura nella quale venivano introdotte le lettere, provvista di una chiusura con chiave. La proposta fu approvata con tre voti contrari e undici favorevoli. Tale delibera è custodita nel Museo delle Poste a Roma ed è la testimonianza della realizzazione della prima cassetta postale mobile tuttora funzionante (sull’ufficio postale una targa in bronzo ricorda la vicenda). Altra curiosità riguarda la Marsica, in Abruzzo; mi accorgo, durante la presentazione del libro, che sono ancora in pochi a sapere che esiste un grande lago prosciugato, il Fucino, il lago più grande dell’Italia peninsulare. A cambiare le sorti del territorio fu il principe Alessandro Torlonia. I lavori iniziarono il 15 febbraio 1854, e solo nel 1878 fu dichiarato ufficialmente il prosciugamento del lago; un’opera di tale portata per quei tempi che venne paragonata al taglio dell’Istmo di Suez. Oggi rimangono solo i confini delimitati da Madonnine in ceramica collocate su piccole colonne. E visto che quest’anno si celebrano i 500 anni della morte di Leonardo da Vinci con una serie di eventi in tutto il mondo, ricordo che a Milano c’è ancora la vigna dell’autore della Gioconda che proveniva da una famiglia di vignaioli, e il vino rientrava fra i suoi molteplici interessi, come dimostrano le liste della spesa e le molte frasi sparse rinvenute fra i suoi appunti.

Tra i tanti luoghi, le meraviglie che offre il nostro Paese, alcune sono… gratis. Facciamo qualche esempio?

In tutta Italia sono tante le occasioni per godere di esposizioni, mostre, gallerie, senza dover mettere mano al portafogli. Basta saper cercare e annotare i luoghi, i giorni e gli orari “free”. Nel Museo del Risparmio di Torino (www. museodelrisparmio.it), è possibile scoprire tutte le dritte su come utilizzare al meglio il denaro. Ogni primo sabato del mese si entra senza biglietto. Nel percorso virtuale, ascolterete le voci di personaggi illustri come Dante e Shakespeare e sarete accompagnati dalle mascotte del museo, le formiche For&Mika. Al Museo Tattile Omero di Ancona (www.museoomero.it) è possibile letteralmente toccare tutto con mano: potrete sfiorare volti e corpi, scoprire volumi e prospettive attraverso il tatto. Già la location merita una visita: si trova all’interno della Mole Vanvitelliana, un grande complesso architettonico settecentesco di forma pentagonale situato nella zona del porto. Le sale racchiudono le opere della Grecia Classica, sculture contemporanee, fino all'”Italia Riciclata” di Michelangelo Pistoletto. Ovunque è possibile vivere suggestioni plurisensoriali extra visive. A Bologna, si può visitare la Casa Morandi di via Fondazza, al civico 36 (ingresso gratuito nei fine settimana, da ottobre solo su prenotazione al numero +39 051 6496611) dove l’artista ha vissuto dal 1910 al 1964 e dove è stato ricostruito il suo studio. Qui le sue “cose”, insieme agli strumenti per il lavoro quotidiano, ritrovano la collocazione originaria. Gli arredi di famiglia sono raccolti nell’anticamera e alle pareti numerose fotografie raccontano la storia e la vita del Maestro dell’arte. Infine, l’ultima domenica di ogni mese, sono aperte, gratuitamente, le porte dei Musei Vaticani (www. musei-vaticani.it), un altro scrigno pieno di arte.

Mentre sono in corso i progetti di Matera Capitale Europea della Cultura, il prossimo anno sarà Parma al centro della scena culturale: quali sono le curiosità che può raccontarci su questa Capitale?

“La cultura batte il tempo” è il claim su cui ha ruotato la candidatura di Parma a città italiana per la cultura nel 2020. E i progetti messi in cantiere hanno fatto sì che la città emiliana sbarazzasse la concorrenza e si aggiudicasse il titolo. Nella città emiliana, una sorta di Vienna in miniatura per le vezzosità, tutto ricorda la seconda moglie di Napoleone, vi giunse nel 1816 e scrisse: “non sono mai stata felice come ora”. Conosciuta anche come Maria Luigia di Parma, figlia dell’imperatore austriaco Francesco I, nel 1810 diventò moglie di Napoleone Bonaparte. In seguito alla caduta di Napoleone, fedele alla sua famiglia, venne ricompensata con il Ducato di Parma e Piacenza. Si attirò forti critiche da parte dei francesi per la sua scelta di non seguire Napoleone nella cattiva sorte. A Parma, diciamo che iniziò una seconda vita, e l’amore per questa città fu ampiamente riconosciuto ed apprezzato dai parmigiani che la definirono la “buona duchessa”. Percorrendo itinerari inconsueti, strade pedonali e ciclabili, si può scoprire il rapporto della duchessa con la musica, la politica e la società. Per un tuffo nel mondo più frivolo della duchessa, visitate il Museo Glauco Lombardi. Sono conservati abiti all’ultima moda che si faceva confezionare con stoffe arrivate da Parigi, lettere e diari, acquerelli e ricami, nécessaires da viaggio e guêpière. Tappa successiva è il Duomo, tra le cattedrali romaniche più importanti in Italia e con la cupola affrescata dal Correggio, e il Battistero progettato dal più geniale scultore-architetto del Medioevo, Benedetto Antelami, che osò dargli la forma ottagonale.

Abbiamo citato Matera… lei è orgogliosamente lucana, e quest’anno la Città dei Sassi è la Capitale della Cultura Europa. Quali sono i progetti culturali in atto?

Google colloca Matera tra le 15 parole più ricercate sul web, a conferma della grande attrattiva che è stata capace di creare. E sono numerosi i progetti culturali: oltre 1500 eventi, con 800 artisti e operatori culturali provenienti da tutto il mondo. Per conoscere il calendario completo, ricordo il sito www.matera-basilicata2019. it. Una volta arrivati nella città dei Sassi, basta dotarsi di uno speciale biglietto di ingresso (19 euro), per usufruire degli eventi fino al 20 dicembre, giorno di chiusura dell’anno da capitale. Per citare qualche evento, s’intitola “La persistenza degli Opposti” la mostra dedicata a Salvador Dalí all’interno del complesso di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci. Fino al 30 novembre, sono visibili circa duecento opere, tra sculture museali grandi e piccole illustrazioni. Ma anche in città spiccano opere gigantesche come l’Elefante Spaziale o la Danza del Tempo. Fino al 29 settembre, Palazzo Lanfranchi, ospita l’esposizione “Rinascimento visto da Sud. Matera e l’Italia meridionale nel mediterraneo tra ‘400 e ‘500”. Più di 180 preziose opere d’arte, rari oggetti e documenti storici. E poi, da non dimenticare, le bellezze naturali di questa cittadina, a cominciare dai Sassi, immortalati da pellicole che hanno scritto la storia del cinema, cito solo, tra i tanti, “La passione di Cristo” di Mel Gibson, “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini, e “L’uomo delle stelle” del Premo Oscar Giuseppe Tornatore. In sintesi, vale la pena organizzare un viaggio a Matera per un tuffo nell’arte e nella cultura, nelle tradizioni e nella gastronomia, anche dopo il 2019. E questa volta lo dico con tutto l’orgoglio di una lucana.

Giovanna Chiarilli