(foto depositphotos)

Uno dei posti dove mi piace godere qualche minuto di svago nel primo pomeriggio é la Plaza Matriz o Plaza Constitución, como condice alla denominazione ufficiale della bella piazza davanti alla Cattedrale di Montevideo.

Quando c’è il sole e il lavoro mi concede uno spazio di riposo, mi compro un caffé lungo (non ristretto), di quelli che vendono in bicchieri di cartone e me ne vado a sedere in una delle panchine vicine alla fontana al centro della piazza. Va detto che tutto in questo ampio spazio é ben tenuto, anche perché é una meta sicura di molti turisti, alcuni dei quali arrivano persino in biciclette di variopinte.

Amo l’Uruguay per la sua libertá di pensiero, per i mazziniani giunti nel secolo XIX, per l’anarchismo che ha contaminato un po’ tutti, per tanta italianitá dappertutto. E la Piazza Matriz é forse il segno piú tangibile della convivenza di pensieri diversi, dove da una parte si erge solenne la cattedrale e dall’altra questa bella fontana, che racchiude segni massonici e alchimisti, che solo si mostrano a chi la guarda con attenzione e curiositá. La fontana fu costruita per commemorare nella seconda metá del secolo XIX l’istallazione di un sistema di acqua potabile nella cittá.

Chi propose la costruzione e in gran parte la finanzió fu Francesco Piria, che secondo quanto si afferma era un esimio alchimista. Piria chiese la costruzione all’artista italiano (non poteva essere non essere che italiano!) Giovanni Ferrari, famoso perché – tra l’altro – aveva eretto il piú celebre monumento a San Martín che si trovi in Argentina: nella cittá di Córdoba, dove spicca il Monumento dell’Esercito delle Ande, posto sul “Cerro de la Gloria“. Non si sa se Ferrari fosse massone o alchimista, o se lavorasse su indicazioni dello stesso Piria. Il fatto è che la fontana inaugurata nel 1871 é piena di simboli. Per cominciare é divisa in otto lati e si eleva in quattro strati differenti, contando dalla base verso il vertice, proprio como i quattro elementi alchimici.

Il numero quattro si ripete perchè alla base vi sono quattro bimbi e quattro fauni, símboli – per gli alchimisti – dell’energia primitiva e della innocenza che derivava da tale energía primitiva. L’acqua che emana dalla fontana rappresenta l’”aqua nostra” dell’alchimia, cioé l’energia vitale, in poche parole la sensualitá e la libido. Se guardate bene, scoprirete che la fontana non é circolare, ma é un ottagono: un altro símbolo, quello che gli alchimisti chiamavano “la quadratura del circolo”. Nella pila centrale quattro dragoni alati sono il símbolo del fuoco, che sostiene l’opera alchimica, dove due serpenti rappresentano lo zolfo (principio attivo) e il mercurio (principio passivo).

Qualcosa non diversa dal yin e il yan orientali. Continuo a guardare incuriosito ed ecco che appaiono due simboli massonici: su un lato in una stemma vedo il martello, il compasso e la squadra, mentre in un altro figura l’alveare, emblema massonico della operositá, la razionalitá, l’intelligenza e quindi l’operosità. Il quarto emblema racchiude lo scudo nazionale uruguaiano, ma con una curiositá: la fortezza del Cerro é sostituita de un castello di tre piani, proprio como il castello dell’alchimista Piria, che è possibile vedere all’entrata di Piriapolis. Sulla bella piazza adornata dalla fontana sovrasta la Cattedrale, quasi a significare lo scontro e l’incontro di modi diversi di concepire le forze dell’anima e della vita. Sono sicuro che la fontana cela molti altri misteri, che forse un lettore o un amico mi aiuterá a conoscere. Per otra amo starmene qui al sole, tra il compasso, il caduceo di Mercurio e i due campanili della cattedrale. Come amo dire ai miei alunni, amo un’unica veritá: quella costruita dall’insieme di frammenti di tante veritá.

JUAN RASO