L’importanza economica dell’agro business per i paesi dell’Unione è testimoniata dai numeri che danno una misura del comparto. Cifre da capogiro a leggerle. Come ricorda un report della Commissione, l’Ue è il più grande esportatore globale di prodotti agricoli: nel 2018, le vendite al di fuori dei confini comunitari hanno raggiunto i 138 miliardi di euro: la maggior parte finisce negli Stati Uniti, Cina, Svizzera, Giappone e Russia. Sono il quarto prodotto più esportato dal vecchio continente (con una quota del 7 per cento del valore totale delle vendite all’estero), posizionandosi dopo i macchinari, manufatti e prodotti chimici.

Contrastare l’avanzamento del cambiamento climatico, accrescendo la capacità dei paesi di adattarsi ai suoi destabilizzanti effetti, deve essere una priorità per la classe politica degli stati membri dell’Ue. "Nonostante i progressi raggiunti, ancora molto resta da fare soprattutto a livello della produzione agricola. Servono politiche europee specifiche per facilitare e accelerare questa transizione nel settore", ha commentato il direttore esecutivo dell’agenzia europea Hans Bruyninckx.

Come chiariscono gli autori del report dell’Eea, le autorità nazionali e le imprese devono affrontare questa sfida e adattarsi a questi cambiamenti per assicurarsi una produzione agricola sostenibile e duratura. Diversamente, l’intero settore dovrà rinunciare fino al 16 per cento dei ricavi provenienti da queste attività entro il 2050.

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