Nella zona di Calacoto, a La Paz, il 21 marzo scorso è stata inaugurata la nuova sede dell'Ambasciata d'Italia. Nell'edificio si trovano, una accanto all'altro, sia l'Ambasciata che il Consolato Generale. Una vicinanza che richiedeva un livello di sicurezza elevato e garantito, sia per l'accesso del personale addetto, ma anche, se non soprattutto, per i visitatori. A La Paz, Ambasciata e Consolato sono collegati da un corridoio con annessa una uscita di emergenza. Anche per questo motivo è stato cercato e voluto un livello di accesso con garanzia di assoluta sicurezza.

Visto che l'area di ingresso generale per il pubblico non era ristretta, si è dovuto agire sulle porte protette, al fine di garantire il personale impiegato. E dal momento che si tratta di una istituzione internazionale, anche le norme di sicurezza si sono dovute equiparare a quei livelli. Il primo passo che gli esperti hanno dovuto effettuare è stato quello del controllo degli accessi da e per l'Ambasciata verso il Consolato. Per poterlo fare si è fatto ricorso a un software particolare, denominato Biostar 2.7 che consente al team sicurezza della nostra rappresentanza in Bolivia, di poter visualizzare tutto quello che accade, tanto per l'Ambasciata che per il Consolato.

Quattro sono le porte blindate installate per la sicurezza che si trovano nei locali, ognuna delle quali è in possesso di un sistema di apertura, azionabile dall'incaricato alla sicurezza, ma anche attraverso un sistema biometrico: infatti le porte possono essere aperte tramite tessera oppure con le impronte digitali, mentre il dispositivo mobile può essere azionato soltanto dall'Ambasciatore o da un carabiniere. La nuova sede dell'Ambasciata di La Paz rappresenta ora un importante punto di riferimento per la comunità italiana: uffici moderni, più funzionali, e come visto anche sistemi di sicurezza avanzatissimi. "Un sogno che si è realizzato" così l'ha definito l'ambasciatore Placido Vigo al momento dell'inaugurazione nel marzo scorso.

Sandra Echenique

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