Gente d'Italia

Il malessere degli azzurri corteggiati da ‘Italia viva’

"Con Salvini svendiamo la nostra storia, lui non rappresenta i moderati", la tesi di chi sotto traccia in FI si oppone alla leadership di Salvini nel centrodestra (l'alleanza si chiamerà 'La coalizione degli italiani', ha annunciato il leader del partito di via Bellerio in un'intervista). "È andando con Renzi che si ripudia la nostra storia, bisogna essere coerenti", il 'refrain' di chi, invece, alle sirene risuonate alla Leopolda non vuole minimamente rispondere. Pochi giorni dopo dopo la kermesse di Italia viva fa ancora discutere l'appello del senatore di Firenze. L'invito rivolto viene respinto dai vertici azzurri.

"L'Opa fallirà. Nessuno di noi può andare a fare la stampella di un governo di sinistra", il ragionamento. Ma resta il malessere nei gruppi. C'è chi vocifera che alcuni amministratori e anche dei parlamentari siano stati visti all'iniziativa renziana. Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari anche il coordinatore del partito in Veneto, il deputato Bendinelli, sarebbe stato avvistato alla kermesse.

BERLUSCONI PROVA A FERMARE LA "CAMPAGNA ACQUISTI" DI RENZI

Ma al di là della 'chiamata' arrivata dai renziani, i fari sono puntati soprattutto al Senato dove i numeri della maggioranza sono più ballerini. Diversi esponenti azzurri di palazzo Madama - tra questi Berardi, Masini e Fantetti - hanno smentito approcci con il movimento di Renzi. Ma c'è fibrillazione al gruppo anche perché - secondo chi ha partecipato alla manifestazione di sabato a piazza San Giovanni a Roma - alla kermesse erano presenti solo una ventina di senatori. Fibrillazione legata anche all'orizzonte futuro di FI. Perché soprattutto se non verrà arrestato l'iter della riforma del taglio del numero dei parlamentari, gli spazi per dirigenti e 'peones' forzisti è destinato a ridursi. Al di là dei sondaggi che danno il partito sotto le due cifre.

"Salvini - questo il ragionamento di diversi dirigenti - potrebbe lasciare a FI solo alcuni posti nelle liste. Così verrebbero salvaguardati in pochi, mentre la maggioranza dei parlamentari di FI è destinato a non essere ricandidato". Per ora Salvini, Berlusconi e Meloni guardano alle difficoltà della maggioranza, auspicano che il governo possa cadere e promettono opposizione dura. Con il leader del partito di via Bellerio che già mette le mani avanti: se cade Conte ci sono solo le elezioni. Il timore infatti è che qualora dovesse sfaldarsi il governo sotto i colpi di Renzi e Di Maio possa nascere un esecutivo guidato da un altro premier.

"Il Movimento 5 stelle è diventata una costola del Pd", l'attacco dell'ex ministro dell'Interno che continua a puntare sull'Umbria per mandare un segnale al governo. Intanto il centrodestra si compatta anche sul fronte Rai e chiede all'azienda di ristabilire il pluralismo.

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