Più che unire le diverse forze politiche come ci si aspettava, il progetto di legge sul Día del Inmigrante Italiano in Uruguay ha finito per provocare un nuovo scontro tra i partiti nel bel mezzo della campagna elettorale. Finita il 15 settembre, questa legislatura si è portata via con sé anche una storica proposta che avrebbe dovuto portare l’Uruguay ad avere la sua giornata di omaggio all’Italia e seguire così l’esempio dei paesi vicini come Argentina e Brasile dove, da anni, esiste un’iniziativa simile.

Presentata nel mese di aprile di quest’anno dal deputato socialista Enzo Malán, il progetto di legge era nato su richiesta della Società Italiana di Colonia e decretava la celebrazione per ogni 23 novembre, data della fondazione di questa associazione. Oltre al deputato di Soriano, altri parlamentari del Frente Amplio avevano firmato la richiesta: Gonzalo Civila, Nicolás Lasa, Roberto Chiazzaro, Hermes Toledo Antúnez e Darcy De Los Santos.

Il progetto di legge sul Día del Inmigrante Italiano è stato al centro di una delle ultime sessioni della commissione “Constitución, códigos, legislación general y administración”. Il dibattito è finito con una fumata nera come racconta Malán: “Non si è arrivati a un accordo perché c’è un problema con la data. Sembra che il senatore Carlos Camy (Partido Nacional) presenterà un progetto con la data di fondazione della Società Italiana di San José“.

Tutto finito allora? Il discendente piemontese lascia aperta ancora una piccola possibilità: “Anche se è difficile può succedere che la commissione si riunisca prossimamente in sessione straordinaria. O altrimenti verrà ripresa con la nuova legislatura che partirà il prossimo 15 febbraio”.

Pur cosciente delle difficoltà dovute a un lungo iter burocratico e soprattutto ai tempi d’attesa, nella sua intervista dello scorso maggio a Gente d’Italia Malán ripeteva quello che si sente dire spesso in occasioni del genere: “In un tema come questo c’è ampio consenso. Rendere omaggio all’Italia va al di là di un partito politico. A maggior ragione nell’anno elettorale abbiamo bisogno di iniziative come queste che ci uniscono”.

Chiedeva, allo stesso tempo, alla collettività e alle istituzioni italiane di “fare lobby” per chiedere l’approvazione della legge. Dunque, è stata fatta la sufficiente pressione? Difficile crederlo. E poi ancora, si è trattato di strumentalizzazione politica nello scontro tra i parlamentari oppure solo di campanilismo regionale? Dalla Società Italiana di San José nessuno è a conoscenza di una proposta di legge come precisa a Gente d’Italia il presidente Miguel Senattore. Dalla Società Italiana di Colonia adesso c’è grande delusione anche se preferiscono non commentare la vicenda in attesa di nuovi sviluppi.

Matteo Forciniti