Juarez Santinon, sindaco di Antonio Prado, municipalità di Rio Grande do Sul, ha effettuato un tour in Italia per rafforzare una ‘etichetta’ riconosciuta in tutto il Paese: la città più italiana del Brasile. Santinon è stato accompagnato nel suo viaggio da José Panisson e Fernando Roveda. L’occasione è servita anche per la firma degli atti di gemellaggio tra la Sociedade Pradense de Mutuo Socorro de Antonio Prado e la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Monselice, in provincia di Padova, al fine di rinforzare i legami di fratellanza già esistenti tra le due città.

Per l’occasione Santinon si è anche riunito con l’omologo di Monselice, Giorgia Bedin, al fine di definire anche il gemellaggio tra le due municipalità. Una unione che che vuole proclamare le due città gemelle al fine di mantenere legami permanenti che possano consentire lo scambio in differente aree e di approfondire i sentimenti di fratellanza e amicizia non solo tra le città gemellate, ma anche tra le due nazioni.

Antonio Prado è una città di Rio Grande do Sul, così chiamata in onore di Antonio da Silva Prado che fu tra i pianificatori della emigrazione italiana in Brasile. La città inoltre è italiana anche per l’architettura, frutto del lavoro degli italo-brasiliani, ad Antonio Prado si parla anche il Talian una lingua (riconosciuta ufficialmente il 28 settembre 2016) che ha le proprie origini nel dialetto veneto. Circa 15.000 abitanti, Antonio Prado porta con orgoglio la ‘dicitura’ di città più italiana del Brasile, per le sue origini, le sue tradizioni, architettura, gastronomia e fu anche l’ultima colonia italiana creata dall’allora governo imperiale.

Infatti fu nel 1866 che i primi italiani si installarono nella regione un passato che non è stato dimenticato e che vive ancora oggi perché Antonio Prado è considerata la città con maggior influenza italiana in Brasile. Ma oltre a ciò è anche una destinazione ‘eco-turism’, soprattutto per la vicinanza di splendide cascate all’interno della vicina foresta araucaria.

Sandra Echenique