Emigrazione italiana (foto Depositphotos)

Habiendo leído en Gente de Italia la posibilidad de que tengan a bien rastrear mis antecedentes familiares, les refiero los mismos: mi nombre es Carlos Maria Berlangieri. Soy abogado. Tengo 77 años y por referencias familiares mis lazos con Italia datan de fines de siglo XIX cuando mi bisabuelo llego a América. Los datos familiares que pude recoger lo fijan en las inmediaciones del Lago di Como. Agradeciendo la ayuda que me puedan brindar los saludo con mi consideración mas distinguida. Dr. Carlos Maria Berlangieri

Signor Carlos Maria Berlangieri, il suo cognome potrebbe derivare dal nome provenzale Berenger o Bellenger, col significato di "valoroso combattente". Un'altra interpretazione lo fa invece derivare da un soprannome legato alla voce arcaica "berlingiere" col significato di "chiacchierone, ciarlone" (dall'antico francese brelenc o berlenc, "tavola da gioco o da pranzo", da cui l'italiano berlengo, di uguale significato, e dunque dal verbo berlingare, cioè chiacchierare, spettegolare). Il cognome Berlangeri, si trova solo a Platania (CZ); mentre Berlangieri, rarissimo, è presente soprattutto in Campania. Quindi, ricapitolando: una prima interpretazione li fa derivare dal nome provenzale Berenger o Bellenger, col significato di valoroso combattente (alcuni, tuttavia, ritengono che il nome sia d'origine germanica, formato dai termini "beran", orso, e "gaira", lancia, col significato, dunque, di orso con la lancia o lancia dell'orso, in relazione alla forza di questo animale).

Un'altra interpretazione li fa invece derivare dalla voce arcaica berlingiere (o da sue varianti), col significato di chiacchierone, ciarlone: l'origine del termine va ricercata nell'antico francese brelenc o berlenc (tavola da gioco o da pranzo), da cui l'italiano berlengo, di uguale significato, e dunque il verbo berlingare, cioè chiacchierare, spettegolare, così che il berlingiere è letteralmente colui che chiacchiera molto. In definitiva, si tratta allora di cognomi derivati o dai nomi personali dei capostipiti o da soprannomi loro attribuiti; integrazioni fornite da Giovanni Vezzelli, Berlingeri, frequente a Catania città e Berlinghieri a Messina città e provincia, oltre che in Calabria, nel Salento e a Napoli. Nel 1158 è attestato ad Adernò, un Willelmus Berlingerius. Cfr. Berlingiero nell'Orlando Furioso che potrebbe avere alla base l'antico francese bellengier = giocatore ai dadi, o l'antico italiano berlinghiere = chiacchierone.

Il Cognome si trova sparso in 43 comuni ed è diffuso nelle seguenti regioni: 10 in Campania, 5 in Lombardia, 4 nel Lazio, 2 in Liguria, in Calabria e Piemonte, ed una in Puglia. Fra i personaggi degni di nota che portano il cognome vi è Berlinghiero Berlinghieri (Volterra, 1175 circa – Lucca? 1235 o 1236) è stato un pittore italiano, attivo a Lucca dal 1228 al 1232. Le poche notizie sulla vita di Berlinghiero si ricavano dalle firme apposte su due sue opere (la Croce di Lucca e il Crocifisso di Fucecchio), in cui si cita come volterrano, e da un documento lucchese del 1228, in cui il pittore si dichiara figlio di Melanese il vecchio, assieme ai propri figli Bonaventura, Barone, Marco e altri cittadini lucchesi, durante il giuramento di pace con i pisani.

Vi è anche Andrea Vaccà Berlinghieri (Montefoscoli, 3 febbraio 1772 – Orzignano, 6 settembre 1826), chirurgo. Di particolare interesse la sua attenzione verso più idonee strutture ospedaliere e adeguate strumentazioni chirurgiche. Era figlio di Francesco Vaccà Berlinghieri (1732–1812), professore di medicina all'Università di Pisa e cugino in primo grado della madre del medico e politico Francesco Chiarenti, futuro triumviro della Toscana nel 1800-1801. Era fratello di Leopoldo Vaccà Berlinghieri, militare, politico e diplomatico toscano di idee repubblicane, come Andrea.

Infine, Primo Berlinghieri (Milano, 9 giugno 1963) è un allenatore di calcio ed ex calciatore, di ruolo centrocampista. Proveniente dal settore giovanile del Milan, senza riuscire ad approdare in prima squadra, dopo una prima parte della carriera trascorsa in formazioni lombarde delle serie minori, nell'estate del 1985 viene ingaggiato dal Pescara, militante in Serie B, dove gradualmente si impone come titolare e nella stagione Serie B 1986-1987, con 23 presenze ed una rete all'attivo, contribuisce alla vittoria del campionato. Dal 1987 al 1989, sempre col Pescara disputa da titolare due campionati di Serie A contribuendo nella stagione 1987-1988 all'unica salvezza in massima serie finora ottenuta nella storia della squadra abruzzese. Nella stagione successiva con 5 reti realizzate risulta il vicecapocannoniere della squadra alle spalle del brasiliano Tita, ma non riesce a evitare la retrocessione dei biancazzurri. Nel 1989 passa al Messina, con cui disputa da titolare il campionato di Serie B 1989-1990 nel quale i siciliani centrano la salvezza dopo lo spareggio col Monza. Nel 1990, durante la sessione autunnale di calciomercato passa al Como, con cui disputa tre campionati di Serie C1 prima di abbandonare l'attività agonistica. In carriera ha totalizzato complessivamente 54 presenze e 7 reti in Serie A e 66 presenze e 6 reti in Serie B.

Pier Felice degli Uberti

Presidente Istituto Araldico Genealogico Italiano

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