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I nuovi dati forniti ieri dal commissario straordinario per l’emergenza Angelo Borrelli dicono sono 3.916 i malati per Coronavirus in Italia, con un incremento di 620 persone rispetto a 24 ore prima. I decessi sono arrivati a quota 197 (49 i morti registrati dunque nella giornata di venerdì). Volendo entrare di più nello specifico, scopriamo che i contagiati in Lombardia sono 2.008 (con 135 vittime), 816 in Emilia-Romagna (37 vittime) e 454 in Veneto (12 vittime): sono queste le regioni maggiormente dall’infezione. Ma tutta l’Italia purtroppo in questo momento è sotto scacco, se si pensa che i casi nelle Marche sono diventati 155 (con 4 vittime) e in Piemonte 139 (anche qui con 4 vittime). Sono invece 523 le persone guarite dal Covid-19 (109 unità in più rispetto a due giorni fa). Forse la notizia più funesta della giornata è quella relativa al tasso di mortalità che è salito al 4,2% (l'11,28 per cento è invece il tasso che riguarda i guariti). Rimanendo nei freddi numeri, Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, ha detto che la media delle persone decedute è di 81 anni e il 28% sono donne, aggiungendo che però nell’80% dei casi si parla di persone che hanno almeno due patologie pregresse gravi alle spalle, dal diabete a patologie cardiache, da malattie degenerative a malattie epatiche. Questa, dunque, la situazione. Non di certo ottimale, in Italia. E difatti si studiano anche nuove azioni come ha spiegato lo stesso Brusaferro: "I dati mostrano che c’è un incremento di casi positivi in alcune aree piuttoste che in altre. La Lombardia ha posto questa tematica, che i dati confermano, e il Comitato tecnico scientifico sta studiando attentamente la situazione e valutando comportamenti o misure da adottare". Tra le ipotesi vagliate anche la possibilità di istituire delle nuove zone rosse per frenare il contagio. "Il comitato tecnico scientifico sta analizzando le informazioni e i dati e per domani (oggi, ndr) sapremo quella che sarà la sorte delle aree definite zone rosse", ha poi aggiunto Borrelli. Ed è la Val Seriana, nella bergamasca, che potrebbe divenire nuova zona rossa, dato che si tratta del territorio che ha fatto registrare più contagi da Coronavirus dopo il lodigiano. Polemico Giulio Gallera, l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, che in pratica ha detto che già quattro giorni era stata paventata questa probabilità poi però andata via via spegnendosi: "L’Istituto superiore della Sanità aveva espresso un orientamento di questo tipo al governo che, se avesse risposto, avrebbe evitato di lasciare nell'incertezza i cittadini o, nella peggiore delle ipotesi, ha portato qualcuno a spostarsi da quel territorio".

STEFANO GHIONNI