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Il serial delle buste esplosive. Dieci in totale finora, tra martedì e mercoledì la seconda serie di plichi. Il primo marzo l’invio del primo pacco bomba. L’esplosione nel centro smistamento posta di Fiumicino. Una dipendente ferita. Destinatarie quattro donne, hanno aperto il pacco e sono rimaste ustionate. Tre erano le destinatarie, la quarta una ignara dipendente di Fiumicino. I nuovi ordigni, tra martedì e mercoledì, sono stati trovati e repertati. Cinque erano destinati a persone che abitano fuori Roma, tra l’hinterland e le province. Carabinieri e polizia sono al lavoro da dieci giorni. I profiler continuano a tracciare l’identikit dell’Unabomber. Dieci bombe sono già un numero importante. La diffusione di informazioni ha innalzato la soglia di attenzione: i destinatari sono tenuti a non aprire i pacchi; ma si sta facendo di tutto per evitare che le buste o i plichi esplosivi arrivino al destinatario. Vengono stoppati nei centri di smistamento. Carabinieri e polizia non escludono che il mittente bombarolo possa colpire ancora. Ma allora non si tratta di anarchici che intendono pescare nel torbido o di vendicarsi, dal loro eventualmente assurdo punto di vista, di qualcuno e o di qualcosa? “L’autore è persona fredda e lucida, vuole ferire, non uccidere”, ipotizzano i profiler di polizia e carabinieri. E non escludono che l’ignoto Unabomber metta a segno ulteriori colpi, ma non più a Roma. Dove ormai l’effetto sorpresa non gli consente di avere più mano libera. Ma nell’hinterland capitolino o in altre province del Lazio, come è avvenuto mercoledì. Le cinque buste sono state fermate nei centri postali di Tivoli, Fiumicino, Rieti e Ronciglione. Un giallo con sfumature thriller. Gli investigatori della Digos romana e del Ros stanno tentando di risalire all’identità di chi invia le bombe, attraverso l’esame del suo comportamento e del suo profilo psicologico, l’analisi procede di pari passo con le varie ipotesi investigative attualmente in piedi.

Una sua tutte è quella di uno psicopatico che ha avuto a che fare con le vittime. Magari solo attraverso i social. La traccia è questa: spesso il soggetto sceglie il mittente da scrivere sulla busta per persuadere il destinatario ad aprirla. Oppure, l’alternativa presa in considerazione corrisponde all’ipotesi di una persona che potrebbe aver incontrato nella vita reale per cui ha preparato gli ordigni. E magari di aver subito un torto da loro, tanto da aver cominciato a preparare la vendetta. Ma la lista eventualmente confezionata da Unabomber anno dopo anno appare però priva di senso per chi indaga. Nessuno dei destinatari conosce l’altro. Laddove lui conosce tutti e ne ha studiato a fondo la vita. Meticoloso, paziente, astuto, è un uomo che ama osservare e studiare. L’impulsività non rientra nel suo modo di essere. La perfezione delle distanze dai margini degli indirizzi battuti al computer e stampati sulle etichette fa supporre che li abbia scritti tutti nello stesso giorno. La pianificazione arriva quindi da lontano, non c’è improvvisazione. Questi sono tratti tipici di una personalità bordeline, un lucido folle esperto di esplosivi, che vuole colpire, lasciare il segno. Ma non uccidere. Per questo usa la polvere da sparo racchiusa in una scatoletta e collegata a fili elettrici. In modo da ferire, ma non in modo letale. Potrebbe avere tra i cinquanta e i settant’anni. Una persona fredda che sa di rischiare meno, a livello penale, ferendo piuttosto che uccidendo. Evidentemente, sottolineano i profiler, ha ancora qualcosa da perdere nel caso di una lunga detenzione. Allora? Potremmo scoprire di trovarci al cospetto di una sorta di conte di Montecristo del terzo millennio. Rancoroso sì, ma lucido. Una persona evidentemente disturbata che interpreta i dinieghi come offese, incapace di elaborare le frustrazioni. Probabilmente un single, in questa fase della sua vita. Il tempo che impiega nella scrupolosa preparazione e confezione dei suoi pacchi-bomba tende a far escludere, secondo i profiler delle forze dell’ordine, che possa trattarsi di un uomo sposato e con figli di cui occuparsi. Fare il marito e il padre non gli permetterebbe di avere a disposizione il tempo necessario per l’allestimento delle buste, adesso dieci, che attizzano l’attenzione delle forze dell’ordine. Digos e Ros sono ora impegnati nel mettere insieme i pezzi di questo autentico puzzle.

FRANCO ESPOSITO