All’indomani dei massicci bombardamenti che sbriciolarono il nostro Paese durante la seconda guerra mondiale, si verificarono atti di sciacallaggio. Uomini e donne si infilavano tra le macerie per cercare di prendere cose non loro che potessero usare o rivendere. Per alcuni era un gesto disperato, per altri un atto di criminale crudeltà, tenendo conto che lì sotto potevano esserci anche dei morti. È una sconfitta per l’umanità, ma lo stesso scempio si sta manifestando da parte di individui che riescono a vedere nel Covid-19 uno strumento per delinquere o lucrare senza scrupoli. In questi giorni le notizie ci segnalano tre tipi di atteggiamenti illeciti, tutti denunciabili immediatamente.

Il primo crimine è quello di chi si presenta alla porta di abitazioni private, spesso di vecchietti o persone fragili, per effettuare tamponi o raccogliere contributi. Può succedere che anticipino la visita con una telefonata, ma più spesso si palesano direttamente. I primi casi sono stati segnalati in Lombardia e Piemonte, ma se ne stanno aggiungendo in tutta Italia. In queste circostanze, meglio avvertire subito carabinieri o polizia e avvisare di quanto sta succedendo. In comuni dove la situazione legata al coronavirus è particolarmente grave, le autorità sanitarie sono già in contatto con la popolazione attraverso canali ufficiali e non fanno il porta a porta. Non fidatevi di tesserini o uniformi perché questa gente è professionista della frode e riesce a falsificare qualsiasi documento. Provvederanno poi le forze dell’ordine intervenute a seguito della vostra chiamata a identificare i soggetti e verificare se quanto attestano è vero. Se, intuito di essere stati scoperti, i sospetti dovessero scappare prima, cercate di identificare l’auto o, ancora meglio, la targa. Darete un aiuto concreto agli investigatori.

Il secondo tipo di frode è quello legato a internet. In questi giorni è inevitabile che tutti siamo un po’ più in rete e dunque siamo più vulnerabili alle frodi informatiche. La raccomandazione ci arriva direttamente dal sito della Polizia di Stato: non aprite mail sospette e diffidate da chi propone presidi medico-sanitari. Men che meno se dovessero arrivare da sedicenti istituti clinici o di profilassi che propongono mascherine o antidoti. Anche in questo caso bisogna rivolgersi subito all’autorità, nella fattispecie la Polizia Postale, che provvederà a far partire le opportune indagini. Come sempre, la nostra tempestività metterà le forze dell’ordine nelle condizioni di agire velocemente ed evitare che i delinquenti facciano ulteriori danni.

C’è un terzo tipo di comportamento, più subdolo perché tecnicamente legale. Abbiamo letto tutti di mascherine, gel e guanti venduti più che a peso d’oro. Succede, ma non è detto che non si possa porre rimedio. Il governo si è attivato in questo senso con strumenti per i controlli e per calmierare i prezzi. In questo caso, la segnalazione consigliata è ai vigili urbani che, attraverso il comune, verificheranno la regolarità della vendita. Non necessariamente ravvedendo un reato, il miglior strumento di difesa è l’uso del buon senso. Una mascherina non vale molte decine di euro e, sempre adottando le dovute precauzioni e a meno che non siate in ambiente altamente a rischio, una ricerca più approfondita in un negozio limitrofo può far risparmiare. È davvero improbabile che in condizioni normali contraiate il virus per qualche metro in più.

Un ultimo atto di sciacallaggio è a un livello che nessuno di noi può influenzare, a meno che non sediate a Palazzo Chigi o al Quirinale. Alla banca centrale la nuova arrivata pare non cogliere la gravità del momento. Non essendo un economista, non so se preoccuparmi di più per le affermazioni della Lagarde o per il silenzio del suo predecessore Mario Draghi. Certo è che se l’Europa deve aiutare i suoi membri, come prevede l’atto costitutivo, non c’è momento più bisognoso di questo. Il concetto è chiaro perfino a un non economista.

STEFANO PAOLO GIUSSANI

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