(foto depositphotos)

Sulla highway che porta a Key West ci sono sempre un paio di checkpoints per sbarrare la strada a eventuali turisti e visitatori, per loro le spiagge sono ancora off limits: è dal 27 marzo che non si può entrare e dovrebbe rimanere così almeno fino alla fine di maggio. Lunedì pomeriggio invece sempre a Key West, dopo sei settimane, è stato concesso il via libera ai residenti, potranno sedersi e camminare sulla sabbia, ma con determinate limitazioni. La Florida, lentamente e timidamente sta riaprendo, ma la strada è ancora lunga: è passato quasi un mese e mezzo da quando il Coronavirus ha decretato la serrata anche di ombrelloni e sdraio e tanto per non creare troppe illusioni Carlos Gimenez, sindaco di Miami-Dade ha detto che per la riapertura delle spiagge nelle sua contea si dovrà aspettare ancora, saranno le ultime ad avere il via libera. Così degli oltre mille chilometri di sabbia che contornano la Florida, attualmente e rispettando alcune regole, ne sono aperti ben pochi (Jacksonville ha fatto da apripista) tra l'Atlantico e il Golfo del Messico. E per parlare poi delle spiagge più celebri, quelle di SoBe, il sindaco Dan Gerber ha detto che rimarranno ancora chiuse: "Miami Beach - ha spiegato - non è stata costruita per mantenere il social distancing, noi non siamo Jacksonville: se apriamo non c'è dubbio che saremmo invasi da migliaia di turisti, dai più giovani, in permanente spring break, a chi vorrà prendersi un attimo di respiro, beh sarebbe un incubo. Così, mi dispiace, dovremo rimanere senza spiagge ancora un po', fino alla fine di giugno". In ogni caso le strade che portano alla spiaggia sono ancora percorribili, la gente può correre e andare in bicicletta, portare a spasso il cane, ma sempre uno lontano dall'altro un paio di metri. Il turismo è anche la primaria industria della Florida, con 11 milioni e mezzo di addetti, il sesto stato degli USA più colpito quando si calcolano i danni provocati dal COVID-19 al settore. Ma il Governatore Ron DeSantis è stato chiaro: la riapertura avverrà a piccoli passi. Nel frattempo in alcune contee di Sunshine State sono stati tolti i lucchetti a campi da golf, marine, moli, piscine e campi da tennis e basket, ma il social distancing rimane dappertutto in vigore. E i grandi parchi divertimenti? Non c'è data al momento per una riapertura di Disney World o degli Universal Studios, ma ovviamente non sarà più come prima, ci saranno protocolli da seguire che dovrebbero essere comunicati dallo stato della Florida. Ma come sarà il futuro prossimo in Florida, magari l'inizio della solitamente pienissima stagione estiva? Le previsioni parlano di spiagge piene per metà (non per mancanza di turisti ma per il social distancing), sistemi di pagamento attraverso soprattutto le app, barri re di plexiglas, mascherine sul volto e in assoluto un sempre maggiore uso della tecnologia, così cambierà anche la vita dei turisti. E le ricerche di mercato hanno mostrato che i primi viaggi che il turista vorrà fare una volta arrivato il 'via libera' saranno proprio le spiagge e le piccole città con molto spazio. Ma alla fine la domanda più semplice e più gettonata è una sola: ci sarà la voglia di viaggiare o prevarrà la paura? Le varie commissioni create in Florida per cercare di trovare una via d'uscita anche alla gravissima crisi economica hanno avuto quasi tutte la stessa risposta: si deve trasmettere fiducia facendo capire che si starà al sicuro anche in vacanza. Kayla Thayer, psicologa e direttrice alla Nova Southeastern University del Centro per il trattamento dell'ansia, ha sottolineato come la voglia di viaggiare e socializzare dipende dai sentimenti dell'individuo: "Come essere umani vogliamo il controllo - ha spiegato - ma la vita è imprevedibile e questa pandemia è enorme". Martedì il Governatore Ron DeSantis era a Washington D.C. per incontrare il Presidente Donald Trump. Ieri è scaduto anche lo 'stay-athome-order' istituito all'inizio del mese di aprile, la gente vuole, anzi ha bisogno di tornare al più presto al lavoro e per questo è anche scesa in strada a protestare. E da lunedì si passerà a una nuova fase, la Florida comincia a riaprire la propria economia (ad esempio i ristoranti potranno accogliere i clienti, ma al 25% della loro capacità ricettiva) ma molto lentamente infatti da questa misura sono state escluse per ora le tre contee più densamente popolate: Miami-Dade, Broward e Palm Beach.

di ROBERTO ZANNI

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome