Giuseppe Conte (foto depositphotos)

Covid-19, alias Coronavirus, ha fatto perdere la testa ai governanti. Colti all’improvviso, si sono fatti prendere dal panico. Così hanno bloccato il mondo, messo in ginocchio l’economia, per salvare gli anziani ricchi. Così certifica l’Istat, in fondo a una tabella dove sono riportati e distinti i livelli sociali dei morti. Ha una logica. I poveri non hanno i soldi per pagare le rette. Certo ci sono le convenzioni col pubblico. Ma resto dell’idea che i poveri i loro vecchi se li tengono a casa. Alla faccia dei giovani, cui tutti dicono di pensare tanto ma tanto ma tanto. Ma alla fine, quel melenso sentimentalismo che tutti ci pervade, ha prevalso. Salviamo i nonni e i bisnonni. Del domani che ci importa. È stata una reazione estrema, quella di chiudere tutto. Il caso inglese (vedi sotto) è esemplare. Ma anche in Italia non ci siamo fatti mancare niente. Fra comitati, scienziati, esperti, dpcm, regole e interpretazioni on line, vigili e poliziotti (polizia locale, di Stato, carabinieri, guardia di Finanza, guardie carcerarie tutte assieme appassionatamente).

Quel povero Conte… vorrei vederci voi al posto suo per meno di 7mila euro al mese. Non solo con l’Italia invasa dal Covid-19. Ma invece di poter fare il suo lavoro con concentrazione e focus, doveva fare come in quei film di cappa e spada di ieri, o quelli cinesi di oggi, per fronteggiare Salvini e Meloni fuori e Renzi dentro il Governo. Attacchi in parte pretestuosi, in parte giustificati dalla modesta capacità organizzativa del settore pubblico. Non è una novità, questa, ma una lunga tradizione secolare. Noi cittadini, per quelli del pubblico, dall’ultimo poliziotto al primo ministro, siamo sudditi. Grazie alla democrazia e al suffragio universale, ci tengono un po’ in considerazione. Per prendere i nostri voti e, fra un voto e l’altro, i nostri like. Ma così facendo non fanno il nostro interesse, accarezzano i nostri bassi istinti. Sulla base di quei bassi istinti sono state prese tante decisioni di Governo, Regioni, Comuni. Nonché sulla base dei pareri di scienziati. Ma potete fidarvi di scienziati considerati tali per scelta politica, quindi non per scoperte o innovazioni, ma perché di quel partito o di quella corrente?

Le statistiche parlano chiaro. I giovani si ammalano ma non muoiono di o per Covid-19. E allora perché bloccarne il lavoro e anche la ricreazione? La prossima estate sarà il panico. Isolati in aree da 9 metri quadrati, ombrelloni a 10 metri, accessi speciali al mare. Ma quanti vecchi sopra i 70 anni vanno alla spiaggia? Hanno montato un caos su un fatto. Che di Covid-19 ci si ammala, come di ogni altra influenza, ci si muore anche. Ma per 400, 500 morti di coronavirus in un giorno in Italia, si registrano altre mille, 1.200 morti per altre cause. Nessuno può fermare la morte. E allora? La strage degli anziani causa Covid-19 è comune a tutto il mondo occidentale. Frutto della non conoscenza delle caratteristiche del virus. Una volta capito come funziona, scontata la strage nelle case di riposo e postovi rimedio, bastava organizzare bene le cose. Ma la capacità organizzativa dei funzionari pubblici italiani è la stessa che prima fa arrivare i profughi e poi li sbatte nei centri di detenzione e li tiene inattivi fino a quando li ingaggia la mala. O di quelli che mandarono i nostri soldati a morire nel deserto africano o nelle steppe russe con le scarpe di cartone e senza mezzi di trasporto.

In Italia come in Inghilterra, su 30mila morti ciascuno, poche centinaia avevano meno di 45 anni. Poche migliaia, meno di 70. Su 30mila morti, più di 20mila sono over 65. L’età media è 80 anni. In maggioranza sono uomini. Forse perché gli uomini una volta fumavano più delle donne? La strage è stata nelle case di riposo, in Europa come in America. La dirigente di un ricovero in America ha detto candidamente: “Non eravamo preparati”. Né erano preparati gli apparati pubblici nei cinque continenti. Con qualche eccezione che conferma la regola. La situazione è scappata di mano, ha prevalso il panico. Ora monta la rivolta. “Riaprite!” gridano in tutto il mondo occidentale. In America riapriranno 40 Stati su 50 entro il we. Lo stesso farà il primo ministro inglese Boris Johnson, che solo i figli della perfida Albione possono ancora tenersi a capo del Governo. Prima ha detto che morire è roba da italiani, poi si è beccato il Covid-19, poi ha bloccato tutto il Paese. Ora, mentre i morti continuano a aumentare e sono più che in Italia, ha riaperto giardini e barbecue. Ha avuto dalla sua che il principale partito d’opposizione, il labourista, è allo sbando. Ha un nuovo leader, che è stato immobilizzato dalla pandemia. Quando Johnson è finito in terapia intensiva, non ha chiesto le dimissioni, come avrebbero fatto Salvini o Meloni o Renzi. Ha detto: “Siamo tutti con lui”.

Geniale è stato Giuseppe Conte, che ha colto al volo l’occasione del Covid-19 per mettere in quarantena non solo tutta l’Italia, ma i suoi avversari, dentro la maggioranza, all’opposizione, nel più ampio mondo sopra e sotto il pelo dell’acqua. Conseguenza non voluta ma inevitabile, il crollo del Pil. Sviluppo inatteso e deprecabile, la vittoria degli oltranzisti sovranisti e un po’ nazisti tedeschi (Deutschland uber alles) sull’acquisto dei titoli di Stato da parte della Bce. Se la sentenza della Corte Costituzionale non sarà sminata, per l’Italia sarà una botta da non rialzarsi più. Col debito pubblico che salirà, stando al Fmi, dal 135 al 160 per cento del Pil. Con l’economia a pezzi, milioni di disoccupati, sotto il tallone dei banchieri tedeschi e della burocrazia di Bruxelles, senza i soldi nemmeno per pagare gli interessi, saranno momenti cupi per Conte o chi sarà allora a Palazzo Chigi. E per tutti noi. Sarà peggio che nel ’93, quando i pezzi migliori della nostra industria sono stati ceduti ai privati o agli stranieri. E peggio che nel 2008. Da allora il Pil italiano reale si è bloccato. Volete la sequenza di chi è stato al Governo? Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte. Li rimpiangeremo, non per colpa di chi ci sarà, ma per le forze interne e esterne che ne determineranno le azioni.

MARCO BENEDETTO