(foto depositphotos)

Sono gli ultimi dati. Il 33% di chi sta cercando un appartamento in affitto a Los Angeles ha puntato la propria attenzione verso città più piccole. I dati arrivano da piattaforme online come Apartment List mentre Renter Migration Report ha trovato anche le nuove destinazioni, quelle più gettonate: Phoenix, 22%, poi Las Vegas e Riverside rispettivamente con il 13% e l'11%. L'area metropolitana di Los Angeles con i suoi 13,3 milioni di abitanti è la seconda più popolata degli Stati Uniti, dopo New York (oltre 20 milioni) e la 18ª al mondo e i nuovi rapporti resi noti in questi giorni, danno una idea dell'impatto che potrebbe avere il Coronavirus visto anche che la percentuale di coloro che stanno cercando subito un nuovo appartamento è cresciuta del 10% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. E, altro dato da sottolineare, per la prima volta in un decennio, i prezzi degli affitti a Los Angeles stanno calando. Solo LA? No davvero, perchè anche New York, la più popolata area metropolitana degli Stati Uniti e anche la più pesantemente colpita dal COVID-19, sta seguendo lo stesso trend. Rossi Sapir ha una azienda di noleggio furgoni, ma anche di magazzini per il deposito merci: e gli affari in questo periodo stanno andando come non mai. La gente infatti sta abbandonando New York e non sa se ci tornerà. Sono sempre di più coloro che decidono di lasciare il proprio appartamento e di mettere tutti i loro mobili in uno storage, prima ancora di sapere dove andranno. "Per noi si tratta di grandi affari - ha spiegato Sapir al Wall Street Journal - i miei magazzini, oltre 10.000 metri quadrati di superficie, sono ormai quasi completamente pieni. Ma al tempo stesso non so come questo trend potrà influenzare la città da un punto di vista economico". New York City, che da sola supera gli 8,2 milioni di abitanti, dipende dalla sua folla: la gente vive in piccoli, spesso costosissimi, appartamenti, si accalca sui marciapiedi e nella metro, ma già da tre anni, dopo decadi di crescita, la popolazione sta diminuendo e la pandemia potrebbe accelerare questa tendenza. "Se il numero delle persone che lasciano la città dovesse crescere - ha spiegato Jonathan Bowles direttore esecutivo di Center for an Urban Future - il fenomeno potrebbe diventare sempre più grande e per l'economia, le finanze della città sarebbe un colpo durissimo, l'amministrazione dovrebbe lottare per mantenere quelle cose che l'hanno resa grande, come la metropolitana, i parchi, le scuole". Ma, non si deve dimenticare, New York è una città dalla sette vite: anche dopo il 9/11, l'attacco terroristico alle Twin Towers, si era detto qualcosa di simile, ma la popolazione e l'industria del turismo da quel 2001 sono cresciute. Il problema adesso però è diverso, e al momento di complicata soluzione: bisogna rassicurare le persone, farle sentire al sicuro. "New York è sempre stata una città difficile, da viverci - ha sottolineato Seth Pinsky ex presidente del NYC Economic Development Corporation - sporca, affollata e costosa. Ma il motivo per cui la gente ha accettato finora il compromesso è perchè i benefici superano i costi". Quali sono i benefici? Arte, cultura, musei, gallerie, musica solo per citarne alcuni: quello che si trova a NYC non c'è da nessuna altra parte negli States. Ma se da una parte il sindaco Bill de Blasio ha dichiarato di voler ricostruire una città più forte di prima della pandemia, dall'altra non sono poche quelle aziende che stanno rivedendo i propri piani di trasferimento nella Big Apple e c'è anche il grande timore che le tasse (già a livelli esagerati rispetto ad altre parti negli USA) possano crescere ancora. Inoltre anche il lavoro da casa, dove la maggior parte delle aziende si sono rifugiate in tutta fretta, potrà portare i dirigenti delle grandi compagnie a riconsiderare la necessità degli uffici, a prezzi inimmaginabili, a Manhattan. Poi, altro aspetto, la grande disoccupazione che si è creata farà sì che le aziende non avranno difficoltà a trovare forza lavoro, e di qualità, disposta a trasferirsi fuori New York pur di avere un posto. E le piccole città non comportano quei rischi per la salute che, al momento, presentano NYC e le grandi aree metropolitane. C'è poi anche l'imbarazzo della scelta: gli Stati Uniti offrono una gamma vastissima di piccole città: non si contano le classifiche che vengono stilate per eleggere la migliore, si va da Traverse City nel Michigan fino a Clinton nel New Jersey o Cooperstown nello stato di New York, quest'ultima appena 1770 abitanti...

di SANDRA ECHENIQUE