Il nord del Perù, al confine con l’area della foresta amazzonica, vede i suoi ospedali ormai al collasso a causa della pandemia di Covid-19 e non riesce a fornire assistenza a tutti i malati della regione, ancor più di fronte alla grave epidemia di dengue, che conta quasi 22 mila malati e 33 deceduti nel Paese.

Il dipartimento settentrionale di Loreto registra la maggioranza di pazienti e di vittime per questa malattia, con 16 morti, riporta il quotidiano El Comercio. In diverse città peruviane, gli ospedali non possono più dare assistenza a tutti i pazienti che arrivano con insufficienza respiratoria a causa dell’infezione da SARS-CoV-2. Secondo quanto riportato, in molti centri mancano personale medico, bombole di ossigeno e respiratori meccanici per curare i malati con problemi respiratori, e persino i farmaci.

Il Perù è attualmente il secondo Paese in America Latina dopo il Brasile per numero di casi di coronavirus, con 67.387 contagi e 1.889 vittime. Il dipartimento di Loreto, che confina con Ecuador, Colombia e Brasile, registra 1.780 casi confermati e 75 morti, tra cui dieci medici e sette vigili del fuoco, secondo i dati ufficiali. Oltre a Covid-19 e alla dengue, la regione settentrionale affronta focolai di leptospirosi, un’infezione causata da un batterio che si trova nell’acqua dolce sporcata dall’urina di animale. Finora quest’anno, Loreto ha registrato 5.101 casi confermati e 10 decessi per questa malattia, su un totale di 17 in tutto il Paese.