Gente d'Italia

EMA: “Il vaccino? sarà pronto tra un anno. Siamo discretamente preoccupati”

Inutile girarci attorno. Per battere il Coronavirus, magari in modo definitivo, occorre il vaccino. E ora la domanda nasce spontanea? Ma quando sarà pronto? Beh, secondo l’Agenzia europea per il farmaco potrebbe essere pronto in un anno in uno scenario comunque "ottimistico" (qualcuno aveva parlato già di vaccino pronto per la fine dell’estate). Insomma, per l’Ema a breve non si riuscirà a uscire dalla matassa e soprattutto quando sarà trovato e quindi approvato, il vaccino dovrà essere disponibile in quantità sufficienti per farne largo uso. Intanto ieri il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione civile Agostino Miozzo nel corso di un’audizione davanti alla commissione Affari sociali della Camera ha spiegato che la ‘fase 2’ "è fondamentale perché ci traghetterà verso una sorta di relativo ritorno alla normalità della nostra vita". Ma che si è "sempre discretamente preoccupati, guardiamo come un incubo all'indice R con zero che deve restare sotto l'1. In altri Paesi un troppo veloce allentamento delle misure di contenimento ha causato una salita dell'indice sopra 1. Serve grande prudenza e ragionare settimana per settimana". Miozzo ha poi anticipato della prossima settimana ci sarà un'indagine di sieroprevalenza elaborata con Iss e Istat che coinvolgera 150mila persone in oltre 2mila comuni per comprendere la distribuzione a livello nazionale del contagio. "L'indagine di sieroprevalenza che sta per partire – ha spiegato - vuole capire la distribuzione del virus a livello nazionale. Per noi è importante comprendere qual è stata la distribuzione della patologia, avremo a nostra disposizione dati significativi". Ma la giornata di ieri non è stata positiva in termini di numeri. Sono aumentati i nuovi casi di coronavirus. In un giorno si sono registrati 992 contagi (mercoledì erano stati 888), a fronte, però, di 71mila tamponi. 262 i decessi in più (due giorni fa erano stati 195). La Lombardia continua a preoccupare con 522 casi in 24 ore: da sola oltre il 50% dei totali in Italia.

STEFANO GHIONNI

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