Matteo Renzi (foto: depositphotos)

Come al solito, la maggioranza di governo si trova in una situazione di grande divisione all’interno del Parlamento. Via libera della Camera alla risoluzione sulle missioni internazionali, ma per quanto riguarda la missione in Libia, e in particolare al supporto alla Guardia costiera locale, l’Aula ha dato il via libera con 401 voti favorevoli, 23 contrari (di LeU, Pd e M5S) e 2 astenuti (Italia viva non ha partecipato al voto, manifestando comunque dissenso). Un voto che ha registrato la defezione di diversi deputati della maggioranza, come Laura Boldrini, Nicola Fratoianni e Matteo Orfini. In pratica, si è potuto procedere grazie ai voti dell’opposizione. Altro tema di grande spaccatura in seno alla stessa maggioranza, quello concernente la nuova legge elettorale la cui adozione del testo base è slittata al 27 luglio. Il proporzionale con sbarramento al 5% frutto dell’accordo di maggioranza pre-Covid ha numeri risicati alla Camera e non ce li ha affatto al Senato. Al testo elaborato dal presidente della commissione Affari Costituzionali di Montecitorio, Giuseppe Brescia, mancano infatti i voti di Leu e quelli di Italia Viva. I due partiti hanno confermato di non essere favorevoli al sistema proporzionale, bensì a quello maggioritario. Matteo Renzi è stato chiaro: “C’è un’accelerazione sulla legge elettorale. Pd e Cinque Stelle vogliono chiuderla in tre giorni. Noi non facciamo le barricate, perché le priorità del Paese oggi sono i posti di lavoro, non i posti in Parlamento. Tuttavia – ha rimarcato l’ex premier – rimaniamo fermi sulla nostra idea di sempre: ci vuole la legge elettorale dei sindaci. Sapere la sera chi ha vinto, non consentire trattative lunghe cinque anni e governi che cambiano colore ogni anno. Se altri preferiscono la palude di adesso, lo faranno senza il nostro voto”. E ora che pure Forza Italia si è spostata sul fronte maggioritario insieme al resto del centrodestra, il Germanicum di casa nostra rischia di non vedere la luce. Il Germanicum, cioé il proporzionale proposto dalla maggioranza, “e’ una legge salva inciucio”, le parole di Giorgia Meloni (FdI).