Gente d'Italia

La saga infinita dei Mastella’s, marito e moglie ora a sinistra

I Voltagabbana. "Quelli sono altri, noi no". Prosegue sotto un’altra bandiera, diversa dalla precedente, la saga dei Mastella’s. Sandra, la signora moglie, e Clemente tornano insieme a sinistra. Metamorfosi anche questa infinita, cambiando colore politico. Sandra Lonardo, senatrice, sessantasette anni, eletta con Forza il 4 marzo 2018, raggiunge il marito. "Siamo incompatibili con la Lega", la giustificazione, la spiegazione, della signora Mastella, il marito già ministro della Repubblica, specialista in traslochi politici. Un inaffondabile, tout court. L’ultimo grande passaggio concordato con la dinasty familiare. "A Salvini do anche un’ultima lezione di stile", spiega la signora senatrice. "La nostra tradizione democratica dura da decenni, mentre il suo modo di fare politica finirà presto". Un attacco frontale, preciso, circostanziato.

I Mastella i travasi li fanno bene o non li fanno per niente. E li fanno, questo ovviamente non è il primo e forse neppure l’ultimo sarà. Il passaggio avviene sulla linea telefonica che collega Palazzo Madama e Ceppaloni, provincia di Benevento, dove la famiglia Mastella esercita da sempre le funzioni di regina. Nel capoluogo Clemente Mastella, sempiterno esempio di capo politico, è attualmente il sindaco. Sandra, la moglie, si è iscritta al Gruppo Misto, abbandonando Forza Italia. E subito dopo, in Aula, ha votato contro il processo al leader leghista Matteo Salvini. Clemente, il marito, ha varato da qualche settimana in Campania la lista "Noi campani", a sostegno della corsa per un’inchiesta. Moglie e marito separati politicamente il tempo di un paio di mattinate, Sandra&Clemente si sono sistemati di nuovo sotto lo stesso ombrello, quello del centro-sinistra. Lei si dichiara "incompatibile con Salvini", e lui? Sostiene il centro-sinistra. "Perché con questa visione maleducata di Salvini non voglio avere nulla a che fare. Matteo, a volte, mi sembra come quei vecchi vescovi che predicavano ‘io ti battezzo pesce’, e poi facevamo come gli pareva".

Clemente Mastella ritiene pure di farsi battezzare pesce, ma non certo da Salvini, che "si crede un’aquila politica, ma è un volatile che vola assai basso". I Mastella’s tornano al 2008, il tempo in cui l’attuale sindaco di Benevento ricopriva l’incarico di ministro della Giustizia del governo Prodi. Che cadde rovinosamente proprio quando la moglie finisce agli arresti domiciliari per un’inchiesta che la accompagnerà, in primo grado, dopo quasi dieci anni alla piena assoluzione. Da quel momento in poi, la famiglia si sarebbe spostata e accasata al centro-destra. Forza Italia e affini. Berlusconi, all’ultimo momento, in extremis, aveva tentato di bloccare attraverso la prese delle distanze dagli attacchi indirizzati ai Mastella’s. La famiglia è impegnata da anni a respingere attacchi, malignità, pettegolezzi, sospetti. L’azione del Cavaliere non ha avuto successo. Un clamoroso flop. Sandra&Clemente avevano ormai pronti i biglietti di ritorno verso il centro-sinistra.

Il ritorno solleva rumori e polemiche; si sprecano le accuse. "Noi facciamo politica a mani nude", replica l’inaffondabile Clemente, evidentemente proprietario di un efficiente e redditizio sistema politico, collaudato abbastanza recentemente dalla elezione a sindaco di Benevento alla guida di una giunta di centro-destra, tanto per dire. "Ora minacciano di volermi sfiduciare. Tiè, tiè", che equivale in maniera molto elegante, molto napoletana, più o meno al gesto dell’ombrello. Mastella non se lo permetterebbe mai: vorrebbe dire scendere sullo stesso piano del leader leghista Matteo Salvini. A Benevento e più in generale nel Sannio la popolarità di questo antico navigante della politica va oltre il sessanta per cento. Gli avversari non smettono (e non smetteranno mai) di accostarlo al nome della protagonista del soap opera di Beatiful, che cambiava marito a ogni stagione e si ritrovava, dopo anni, al marito di partenza.

"Questa storia che il trasformista sarei solo io a me non va giù. I grillini dicevano mai con la destra e mai con la sinistra. Poi si sono ritrovati al governo prima con la destra e in seguito con la sinistra. Volete mettere la Lega?". Sì, parliamone. Mastella ne parla in questi termini: "La Lega fa la dura e poi va a caccia di transfughi del M5S". Ma anche lui, Clemente, in questo senso non si è mai risparmiato. "No, sbagliate. Io sono come quello che si siede sempre allo stesso tavolo. Certe volte al lato destro, certe altre al sinistro, però io sono sempre io, con le mie idee". Come dire, ha una visione tutta sua del termine transfuga della politica. Ma la novità è solo semplicemente questa: ora al fianco di Clemente Mastella c’è di nuovo la moglie. Casa Mastella cambia indirizzo, ma rimane sempre allo stesso posto. Ormai accade da decenni.

FRANCO ESPOSITO

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