E’ il quattordicesimo giorno di ricerche per il piccolo Gioele, il bimbo di quattro anni scomparso lo scorso 3 agosto nei boschi del parco dei Nebrodi con la madre Viviana Parisi, la dj originaria torinese trovata morta nelle campagne di Caronia cinque giorni più tardi (8 agosto), ai piedi di un traliccio. Il cadavere della donna, irriconoscibile, è stato poi sottoposto ad esame autoptico, ma a tutt’oggi ancora non si sa con sicurezza cosa abbia effettivamente provocato il decesso della 43enne.

MADRE E FIGLIO AGGREDITI DAI CANI FEROCI?
Tra le piste al vaglio della procura di Patti una riguarda una possibile aggressione da parte di un branco di cani feroci. Per la verità gli inquirenti avevano già preso in esame questa ipotesi, avvalorata dal fatto che sulle gambe di Viviana sono stati trovati segni di morsi. Il proprietario di due rottweiler che sarebbero stati avvistati nei boschi di Caronia, è stato interrogato lo scorso Ferragosto.

ALTRA IPOTESI: INCIDENTE MORTALE IN AUTOSTRADA
Si battono, dunque, vecchie e nuove piste compresa quella secondo cui Gioele sarebbe deceduto a seguito delle conseguenze dell’incidente stradale avvenuto nella galleria dell’autostrada Messina-Palermo. La donna, secondo questa ipotesi, si sarebbe allontanata in stato di shock, abbandonando la sede autostradale ed incamminandosi nelle campagne circostanti con il corpicino del figlio che avrebbe sotterrato per poi togliersi la vita gettandosi dal traliccio ai cui piedi è stata rinvenuta cadavere.

GIALLO SUI TESTIMONI: CHE FINE HANNO FATTO?
Ipotesi, si badi bene. Da prendersi con il beneficio dell’inventario, perché l’incidente secondo alcuni fonti sarebbe stato di lieve entità. Così come resta il mistero sulla famiglia che per prima avrebbe lanciato l’allarme: forse una coppia con due figli, probabilmente originari del Nord, che viaggiavano a bordo di una berlina grigia. Sarebbero stati loro a notare la dj torinese allontanarsi nelle campagne di Caronia. Nonostante gli appelli lanciati dalle forze dell’ordine e dal procuratore di Patti, Angelo Cavallo, anche di loro sembra essersi persa ogni traccia.

PROSEGUONO LE RICERCHE DEL PICCOLO GIOELE
Proseguono, nel frattempo, le ricerche del piccolo Gioele. Nelle perlustrazioni sono impegnate circa settanta persone tra cui i carabinieri del reparto cacciatori di Sicilia che operano con droni e cani specializzati, oltre a vigili del fuoco, uomini della Protezione civile, forestali, poliziotti e finanzieri, coordinati dalla procura di Patti. Che il piccolo stesse con la madre, subito dopo l’incidente, non sembrano esserci più molti dubbi. Lo dimostrerebbe un video, tuttora al vaglio degli inquirenti, che mostra Gioele ancora vivo 15 minuti prima della sparizione, in auto: dove stava seduto non sul seggiolino, ma accanto ad esso, sul sedile posteriore.