Foto_giornale

L’Uruguay riaprirà le frontiere ai turisti provenienti dall’Unione Europea: l’annuncio, atteso da tempo, è stato dato dal ministro del Turismo Germán Cardoso dopo una riunione con il presidente Luis Lacalle Pou.

“Chiaramente quello europeo non è il turismo di massa che viene nel nostro paese però crediamo che sia un modo per dare un passo avanti nella graduale transizione verso questa nuova normalità” ha spiegato il ministro in conferenza stampa.

Cardoso ha precisato che “non c’è ancora una data certa” dato che prima si dovranno modificare gli attuali decreti che regolano l’ingresso degli stranieri in Uruguay ma, in ogni caso, si tratta di “una decisione già presa”.

Le frontiere uruguaiane sono chiuse da metà marzo, subito dopo i primi casi di coronavirus e la dichiarazione di emergenza sanitaria che continua ancora oggi. In questi mesi ci sono stati solo voli umanitari, voli speciali autorizzati e, da luglio, i collegamenti con Madrid operati dalle compagnie Iberia e Air Europa per viaggi di determinati motivi (ricongiungimento familiare o per lavoro) che escludevano il turismo. Come ha indicato lo stesso Cardoso, la scelta del governo rappresenta una sorta di continuità rispetto a quanto aveva già precedentemente deciso l’Unione Europea nella riapertura delle sue frontiere a partire dal primo luglio scorso: l’Uruguay era, e resta, l’unico paese dell’America Latina autorizzato a entrare.

“Dato che siamo l’unico paese del continente con il quale l’Europa ha ripreso i collegamenti crediamo di essere in condizioni di ave- re una crescita significativa di turisti europei”. “L’Uruguay oggi ha una visibilità nel mondo per come ha reagito nella lotta contro la pandemia” -ha proseguito il ministro- “ed è diventato per molti un modello da seguire. Adesso vogliamo procedere gradualmente e in modo responsabile”.

I requisiti per l’ingresso di turisti europei saranno gli stessi che si applicano a chiunque entri attualmente in Uruguay: bisogna avere un risultato negativo al Covid 19 -con un test effettuato entro un massimo di 72 ore precedenti al volo e mantenere una quarantena obbligatoria di sette giorni una volta arrivati fino a un secondo tampone.

Matteo Forciniti