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La pandemía é diventata il laboratorio perfetto per fare esperimenti con le nuove tecnologie e promuoverle a limiti che erano difficili da concepire solo due o tre anni fa. Sta atterrando nel mondo virtuale la tecnología 5G, che é l’abbreviatura di “5a Generation”, con prestazioni e velocitá, come mai sono state immaginate. Le reti mobili di quinta generazione cambieranno ancora di piú le nostre modalitá di comunicazione e di lavoro, moltiplicando la capacitá delle vie di informazione e permettendo che oggetti comuni della nostra vita – dal frigorifero all’automobile – possano connettersi in tempo reale, senza il nostro intervento.

Per arrivare alla 5G, siamo partiti ovviamente dalla 1G, cioé l’antica rete dei primi telefonini, che solo consentivano di parlare. Siamo qundi passati alla tecnología 2G, che introdusse gli SMS e piano piano il telefonino si é trasformato in un vero computer: la connessione 3G incorporó internet e la 4G consente la riproduzione di video on line (streaming) o le piú moderne applicazioni. La tecnologia 5G offre diversi vantaggi: maggiore raccolta di dati, un minor consumo delle batterie, una migliore copertura, alte velocità di trasmissione e una più elevata affidabilità delle comunicazioni. Questi sono gli obiettivi in parecchi dei documenti e progetti di ricerca che si elaborano a livello globale.

La nuova tecnología potrebbe peró avere effetti nocivi sulla salute umana. L’Istituto Superiore di Santitá, con specifico riferimento alla tecnologia 5G, ha segnalato che “al momento, non è possibile formulare una previsione sui livelli di campo elettromagnetico ambientale dovuti allo sviluppo delle reti 5G. Se da un lato aumenteranno sul territorio i punti di emissione di segnali elettromagnetici, dall’altro questo aumento porterà a potenze medie degli impianti emittenti più basse”. Pertanto questa tecnologia viene osteggiata con campagne e iniziative da chi sostiene che le onde radio siano nocive per la salute.

Ma piú che la salute, a me interessa il problema del lavoro e la nuova tecnología approda, con piú forza delle precedenti, per promuovere l’intervento delle applicazioni e dei robot e sostituire cosí il lavoro umano. Con la tecnologia 5G vi sará piú automazione e pertanto aumenterá il divario tra lavoratori formati per interloquire con i nuovi robot e dipendenti di superata formazione (specialmente adulti a partire dai 45 anni), che verranno espulsi dal loro posto di lavoro. La tecnología permetterá anche di flessibilizzare ancora di più il ruolo dei lavoratori, consentendo l’espansione dello smart working (come diciamo in Italia) o teletrabajo (come se ne parla in America Latina), ossia la possibilità di lavorare da casa grazie all’ausilio dei dispositivi mobili.

Come dicevo all’inizio, la pandemia – senza che ció fosse prevedibile – ha trasformato il mondo nel laboratorio ideale per mettere a prova le nuove tecnologie e le forme di lavoro, ad esse connesse. Vedremo nei prossimi mesi ed anni la riduzione della mano d’opera umana, l’uso abituale di lavorare a distanza (con i vantaggi e complicazioni che esso comporta), mentre si ridurranno i rapporti strettamente “umani”. A misura che le tecnologie avanzano infatti, perdiamo ogni volta di piú il contatto con gli altri e molte volte tutto si svolge e risolve nello stretto spazio di uno schermo di cellulare: comunicazioni con i nostri amici, richiesta di una semplice pizza, acquisto di un libro o di un mobile o lo svolgimento di una pratica in Comune.

Avanziamo su questa linea, senza aver una chiara visione del mondo che verrá. Parliamo molto del “giorno dopo” la pandemia, e pensiamo che il giorno dopo sará uguale al “giorno prima”. Non é cosí semplice: ormai non se ne scappa da un futuro tecnológico, che pone distanza agli esseri umani e che crea nuove macchine, che saranno piú capaci di noi per lavorare e risolvere problemi. In questo futuro imprevisto e imprevedibile, arriva como una espressione nuova e veramente rivoluzionaria della tecnología 5G la “telemedicina”. Ma di questo, scusatemi, ne parleremo la settimana prossima.

JUAN RASO