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Caro Direttore, Porta Pia, il 20 settembre di 150 anni fa. Per la breccia passarono i bersaglieri. L’Italia era nata male e la presa di Roma suggellò il fallimento del Risorgimento. Il re a Garibaldi: fatti da parte. I Mille trattati come ladri. La nave con Ippolito Nievo che portava i documenti dell’onestà garibaldina affondata al largo di Capri.

Il razzismo dei piemontesi e l’ideologia della classe politica (dazi piemontesi applicati ovunque, dissennata vendita dei beni demaniali e del clero) diedero il colpo di grazia al Meridione, che già di suo, dopo secoli di sfruttamento, era in ginocchio. Allora come oggi.

Un anno prima lo scandalo della prima privatizzazione della storia italiana, il monopolio dei tabacchi: il re sospettato di una mazzetta di 6 milioni (dell’epoca), mega insabbiamento. Nella biografia di Francesco Crispi, Christopher Duggan ricostruisce il protoscandalo l’Italia.

Poi venne Porta Pia, la presa di Roma e il boom immobiliare. E anche la vergognosa Legge delle Guarentigie. Se l’Italia di oggi è così, molto ebbe inizio allora.

Sergio Carli

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