Cosa fa esattamente l’ambasciatore e quanto guadagna? Quella dell’ambasciatore è una carriera piena di soddisfazioni nazionali e internazionali. Il prestigio di questa carriera risponde a un difficile e lungo percorso di studi in materie giuridiche, al quale deve accompagnarsi necessariamente la conoscenza di almeno tre lingue. Dopo la laurea, occorre superare un concorso pubblico particolarmente complesso e solo allora la carriera diplomatica può avere inizio. Gli stipendi degli ambasciatori sono tra i più alti, soprattutto di quelli italiani, che rispetto ai colleghi europei guadagno quasi il doppio. Vediamo quali sono gli step da seguire per diventare ambasciatore e le prospettive di guadagno.

Il titolo di studio - Per diventare ambasciatore, il primo passo da compiere è intraprendere il giusto percorso di studio. Per la precisione, occorre una laurea di tipo magistrale in una di queste due facoltà: Giurisprudenza e Scienze politiche.Solo queste due facoltà danno il bagaglio di conoscenze necessarie (legali, economiche e di politica internazionale) ad intraprendere la carriera diplomatica. Parallelamente agli studi universitari bisogna anche coltivare le conoscenze linguistiche in almeno 3 lingue, francese, inglese e spagnolo sono indispensabili.

Diventare ambasciatore, cosa fare dopo la laurea? - Dopo aver conseguito il diploma di laurea, chi vuole ottimizzare le possibilità di superare il difficilissimo concorso pubblico per diventare ambasciatore può iscriversi ad un corso post-laurea oppure a master mirati ad approfondire la disciplina diplomatica ed il diritto internazionale. Questi corsi possono essere molti utili: infatti bisogna sapere che al concorso pubblico per ambasciatori si può partecipare solo tre volte in totale.

Il concorso pubblico - Il concorso pubblico per conseguire il titolo di ambasciatore viene svolto una volta l’anno ed è previsto che ogni partecipante abbia tre tentativi, esauriti i quali non è più possibile partecipare.Il concorso pubblico per ambasciatori si compone di tre prove:la prova preselettiva su domande inerenti la disciplina di settore, le lingue straniere e la logica. Consiste nella redazione di un articolo sia in italiano che in inglese e in un questionario a risposta multipla. Solo chi risponde correttamente ad almeno due terzi delle domande può accedere alla prova successiva;la prova scritta su 5 materie, cioè Storia delle relazioni internazionali a partire dal Congresso di Vienna; Diritto internazionale pubblico e dell’Unione europea, Politica economica e cooperazione economica, commerciale e finanziaria multilaterale, Lingua inglese (senza l’uso del dizionario, su tematiche di attualità internazionale), altra lingua straniera scelta dal candidato tra francese, spagnolo e tedesco (sempre senza l’uso del dizionario);la prova orale, che verte sulle stesse materie delle prove scritte più Diritto pubblico italiano (costituzionale e amministrativo), Contabilità di Stato, Nozioni istituzionali di diritto civile e di diritto internazionale privato, Geografia politica ed economica. Inoltre al candidato viene chiesto di esporre il proprio parere su una questione politica internazionale.

Per partecipare al concorso è necessario il possesso di precisi requisiti (dettati dal bando di partecipazione di anno in anno). Oltre alla laurea in Giurisprudenza o in Scienze Politiche, l’aspirante diplomatico deve possedere:età non superiore ai 35 anni compiuti;ottima conoscenza di almeno due lingue straniere;cittadinanza italiana;idoneità psico-fisica;godimento dei diritti politici. Chi non possiede tutti i requisiti elencati non può in nessun modo partecipare al concorso pubblico. Quanto guadagna un ambasciatore? - Prima di rispondere a questa domanda, ricordiamo che la figura del diplomatico racchiude più professioni: Ministro degli Affari Esteri, Segretario di Legazione, Consigliere di Legazione, Consigliere di Ambasciata, Ministro Plenipotenziario e Ambasciatore. Ai diversi gradi della carriera si accede tramite bandi di concorso che vengono pubblicati periodicamente nella gazzetta ufficiale.Sul sito del MAECI (Retribuzioni diplomatiche e dirigenziali MAE) è consultabile la tabella delle retribuzioni annue lorde comprensive della tredicesima mensilità, corrisposte ai gradi della carriera diplomatica titolari di struttura dirigenziale ex DPR 85/2018 (Triennio Economico 2016-2018), valide dal 01.01.2018.

Come abbiamo visto, per diventare ambasciatore occorre seguire un arduo percorso di studi e superare un concorso pubblico estremamente selettivo, ma la fatica viene ricompensata da uno stipendio davvero elevato. In linea di massima, un ambasciatore guadagna dai 180 ai 200mila euro netti l’anno, senza contare le agevolazioni di cui gode, come ad esempio il diritto di abitazione e le indennità di trasferta (45mila euro l'anno). Inoltre, la retribuzione degli ambasciatori italiani è di gran lunga superiore rispetto a quella di molti altri Paesi europei: per fare una media, gli ambasciatori italiani guadagnano più del doppio di molti colleghi europei, e addirittura 3 volte rispetto allo stipendio degli ambasciatori tedeschi. Basta pensare che un ambasciatore italiano a Tokyo guadagna circa 28.000 mila euro al mese e a Washington quasi 25.000 euro.

Isabella Policarpio

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