La notizia dell’imminente chiusura di Gente d’Italia è stata affrontata ieri durante il dibattito organizzato dal Cgie (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero). Nel suo messaggio di introduzione, il segretario Michele Schiavone ha parlato brevemente anche della situazione di questo giornale mostrando grande preoccupazione ed esprimendo solidarietà. "Dall’Uruguay ci giungono notizie di difficoltà del quotidiano Gente d’Italia che chiuderà i battenti dal primo novembre" ha affermato Schiavone parlando della legge sull’editoria e la tutela della stampa italiana all’estero.

"Credo che da questa nostra discussione dovremo uscire con un’assunzione di impegni perché non possiamo stare fermi, dobbiamo le creare condizioni affinché la politica e la rappresentanza si appropri del ruolo e delle responsabilità - ha aggiunto Schiavone - Stare fermi significherebbe custodire le ceneri di questi organismi, mentre ci è chiesto ad alta voce di riaccenderne la fiamma per dare vigore e sostenere le politiche per gli italiani all’estero. Le politiche a favore degli italiani all’estero dall’emergenza sanitaria, sociale e economica alle prospettive di rilancio".

"Ai parlamentari eletti all’estero chiediamo in ogni modo di tenere vivo il legame forte con gli organismi di rappresentanza, ne va del futuro del destino di tutti noi" e di "sei milioni di italiani all’estero e 80 milioni di italodiscendenti", ha detto Schiavone. "Bisogna sfatare la vulgata popolare di una rappresentanza sfilacciata, recuperare l’organicità e l’osmosi, e l’idea che anche attraverso la costituente bicamerale si possa rafforzare questo senso di
rappresentanza organica per la comunità italiana all’estero", ha aggiunto.

Proprio pochi giorni fa il Cgie aveva affrontato la situazione dell’informazione italiana all’estero con un dibattito in cui erano intervenuti, tra gli altri, il direttore di Gente d’Italia Mimmo Porpiglia e il sottosegretario all’Editoria Andrea Martella.

 

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