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Sono sempre di più i connazionali che crescono nel mondo. Secondo il rapporto sugli italiani all’estero stilato da ‘Migrantes’ (la fondazione della Cei) la cifra è pari a 5,5 milioni di unità. Un vero e proprio esodo, se si pensa che nel 2006 erano 3,1 milioni. Numeri alla mano, si tratta di un aumento del 76,6% in questo lasso di tempo. Dal rapporto esce fuori che al 1° gennaio 2020 la popolazione residente in Italia è composta di 60.244.639. Alla stessa data gli iscritti all'Aire sono 5.486.081, il 9,1% del totale. Si tratta di una collettività che, rispetto al 2006, si sta ringiovanendo grazie alle nascite all'estero (+150,1%) e alla nuova mobilità costituita sia da nuclei familiari con minori al seguito (+84,3%della classe di età 0-18 anni) sia dai giovani e giovani adulti immediatamente e pienamente da inserire nel mercato del lavoro (+78,4% di aumento rispetto al 2006 nella classe 19-40 anni).

Gli italiani che scelgono di andare all'estero sono per la maggior diplomati in cerca di un qualsiasi lavoro e non solo dei cosiddetti 'cervelli in fuga'. Se nel 2006 il 68,4% dei residenti ufficiali all'estero aveva un titolo di studio basso, il 31,6% era in possesso di un titolo medio alto (diploma, laurea o dottorato). Dal 2006 al 2018 si è assisito alla crescita in formazione e scolarizzazione della popolazione italiana residente oltreconfine: nel 2018, infatti, il 29,4% è laureato o dottorato e il 29,5% è diplomato mentre il 41,5% è ancora in possesso di un titolo di studio basso o non ha titolo. Se, però, rispetto al 2006 la percentuale di chi si è spostato all'estero con titolo alto (laurea o dottorato) è cresciuta del +193,3%, per chi lo ha fatto con in tasca un diploma l'aumento è stato di ben 100 punti decimali in più (+292,5%).

È la Lombardia, seguita dal Veneto, la regione dalla quale partono la maggior parte degli italiani che scelgono di vivere all'estero. Le comunità di italiani all'estero più consistenti sono, nell'ordine, quella argentina (869.000), tedesca (785.088), svizzera (633.955), brasiliana (477.952), francese (434.085), inglese (359.995), statunitense (283.350) e belga (274.404). Seguono Spagna, Australia, Canada, Venezuela e Uruguay - con comunità al di sotto delle 200 mila unità e, dal Cile in poi, paesi al di sotto delle 62 mila unità.

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