Gente d'Italia

Serve una classe dirigente di governo

Di fronte alla tragedia che stiamo vivendo e che coinvolge tutti i cittadini e tutti i territori del nostro Paese, il tema della qualità e del profilo della classe dirigente politica e di governo ritorna protagonista. Ma questo è utile non solo per denunciare le lacune e le potenziali insufficienze di alcuni settori della classe dirigente contemporanea - quella, per intendersi, che ha predicato e sventolato per anni il valore della inesperienza, della incompetenza, della casualità e della improvvisazione al potere come segno concreto di discontinuità rispetto al passato da criminalizzare sempre e comunque politicamente - ma anche perché sono proprio momenti drammatici e inquietanti come questi che richiedono quelle qualità indispensabili per poter governare un popolo. Un popolo che, nella sua complessità e pluralità, adesso chiede certezze e, soprattutto, una bussola di marcia chiara e percepibile.

Noi abbiamo esempi nel passato, recente e meno recente, dove proprio la qualità e la professionalità del gruppo dirigente di governo sono stati elementi decisivi per affrontare le difficoltà che quella particolare stagione storica manifestava. Snodi storici e politici ben noti al cammino della democrazia italiana e che, di volta in volta, sono stati affrontati con la professionalità e le capacità che il gruppo dirigente del momento riusciva a mettere concretamente in campo. Ora, al di là delle diverse stagioni storiche, restano sempre due gli elementi di fondo che richiedono e invocano, auspicabilmente, una classe dirigente politica e di governo adeguata e preparata.

Innanzitutto la capacità di anticipare e di prevenire i problemi. Senza questa capacità difficilmente si riesce a mettere in campo una sana e credibile cultura di governo. Qualsiasi programmazione e pianificazione dell’azione di governo è possibile solo se è accompagnata da una capacità di anticipare e di leggere le difficoltà che possono precipitare sul nostro Paese. E il capitolo drammatico della pandemia richiede, o meglio richiedeva, proprio quella capacità. Senza quella intuizione il rischio concreto è che poi i problemi si rincorrono e non si governano con una scarsa possibilità di contenere quella rabbia sociale che prima o poi esplode. E che, comunque sia, non va mai confusa con la violenza di piazza guidata e pianificata dai professionisti della violenza che, purtroppo, hanno sempre accompagnato nelle diverse fasi storiche la stessa democrazia italiana.

Comunque sia, una capacità - quella di anticipare i problemi e le contraddizioni di una società complessa come la nostra - che è ben presente in alcuni settori dell’attuale governo che provengono da una antica scuola politica ma che, purtroppo, è del tutto assente in chi si è distinto e caratterizzato in questi anni solo per la demolizione e la criminalizzazione del passato e per aver introdotto, al contempo, una selvaggia cultura della conquista e dell’occupazione del potere politico.

In secondo luogo una classe dirigente adeguata e qualificata è quella che osa essere impopolare se vuole intraprendere scelte e decisioni che in quel particolare momento storico possono risultare decisivi ed importanti per il bene dell’intero paese. Categorie che qualificano una classe dirigente all’altezza della situazione. Coraggio, determinazione, coerenza e capacità sono e restano categorie fondamentali per governare una società come quella italiana e soprattutto in un contesto come quello che stiamo vincendo. Al riguardo, su questo versante le premesse non sono così particolarmente incoraggianti. Come si può centrare questo obiettivo con un partito come i 5 stelle che strutturalmente sono nati e vivono all’insegna dell’antipolitica, dell’assecondare gli istinti primordiali della pubblica opinione e, soprattutto, di accarezzare e cavalcare tutto ciò che si scatena contro le istituzioni e contro il tanto biasimato "sistema"?

Anche se, come tutti sanno, il cosiddetto "sistema" storicamente coincide e si identifica con chi gestisce il potere. Ma, al di là di questo limite oggettivo e ormai largamente condiviso, esistono nella compagine di governo qualità e talenti che però adesso devono battere un colpo e devono essere messi in campo. A prescindere dai consensi immediati che si possono riscuotere. Comunque sia, adesso serve una classe dirigente politica e di governo di qualità, coraggiosa, determinata e capace di affrontare la dura e spietata "questione sociale" che sta per scoppiare nel nostro paese. Vivacchiare non è più possibile. Nè, tantomeno, cavalcare e assecondare le spinte demagogiche, populiste e qualunquiste che, da sempre, attraversano la nostra società. Verrebbe da dire, "se non ora quando"?

GIORGIO MERLO

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