Berlusconi (Depositphotos)

Terremoto nel centrodestra. La "mano tesa" di Silvio Berlusconi al governo, in nome della comune salvaguardia degli interessi del Paese sempre più travagliato e martoriato dalla crisi economico-sanitaria scatenata dalla pandemia di coronavirus, non solo ha scatenato la rabbia del leader leghista Matteo Salvini (il quale ha accusato, senza mezzi termini, il Cavaliere di "volere l'inciucio"), ma anzi, sta rischiando di mandare letteralmente in frantumi la già derelitta Forza Italia. E' storia di queste ore, infatti, il clamoroso "gran rifiuto" di tre deputati del partito fondato dal Cavaliere, i quali hanno deciso, in contrasto con le direttive (leggi: prove tecniche di dialogo col governo) emanate dall'ex premier, di sbattere la porta e di passare, armi e bagagli, nelle file del Carroccio.

Tra quanti se ne sono andati spicca, a sorpresa, anche la fedelissima Laura Ravetto al passo d'addio insieme con Federica Zanella e Maurizio Carrara. "Ringraziamo Berlusconi per averci dato la possibilità di tradurre le nostre competenze e il nostro ‘sentire’ in azioni politiche concrete. Tuttavia viviamo con disagio le sempre più ampie aperture al governo e gli ammiccamenti con il Partito democratico" hanno dichiarato, a caldo, i tre neo-salviniani. Ma noi "siamo e resteremo all'opposizione" ha provato, in quale modo, a spiegarsi Antonio Tajani, vicepresidente di Fi e plenipotenziario del Cav in un estremo tentativo di sgomberare il campo dagli equivoci e magari, perché no, "trattenere" i ribelli. Ma ormai il dado era già stato tratto ed ogni sforzo si è rivelato vano. Nessun passo indietro, dunque, da parte dei tre parlamentari forzisti. Perché, hanno ribadito ancora i fuoriusciti: "Forza Italia ha ormai perso la sua forza propulsiva".

Giorgia Meloni (Fd)), dal canto suo, con un partito, Fratelli d'Italia, dato sempre più in ascesa, ha provato a mediare. "Vogliono dividerci ma non ci riusciranno" ha commentato la parlamentare romana, provando a guardare più in là, vale a dire sull'unità della coalizione. Laconico, infine, il commento di Luigi Di Maio, ex leader del movimento grillino, la "prima forza" della coalizione di maggioranza: "M5S e Berlusconi sono due mondi diversi" ha sbottato il ministro degli Esteri accennando ad una sorta di malcelato "distaccato" atteggiamento.  Come a dire: tanto rumore per nulla. Tanto, tra i 5Stelle, la mano tesa del Cav nessuno è pronta a raccoglierla...

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