Bar e ristoranti chiusi a mezzanotte, sospensione delle attività sportive al chiuso, maggiori controlli sui mezzi pubblici e sui posti di lavoro, lotta alle feste clandestine e poi ancora telelavoro per gli impiegati statali: sono queste alcune delle nuove misure adottate dal governo uruguaiano per frenare la curva dei contagi in forte crescita. Le nuove restrizioni sono entrate in vigore oggi e resteranno valide per 17 giorni. L’obiettivo è quello di evitare che l’Uruguay entri nella zona arancione -in base ai parametri dell’Università di Harvard- entro la fine dell’anno, in un periodo molto delicato in quanto abbondano le riunioni e le feste a cui seguiranno le vacanze estive. Le nuove limitazioni non coinvolgono però la scuola che si appresta a chiudere l’anno con il categorico divieto di celebrazioni.

L’unica nazione del Sud America che sembrava tenere sotto controllo la pandemia ha registrato un aumento considerevole dei casi nelle ultime settimane arrivando ad avere oltre 200 nuovi casi positivi giornalieri in un mese di novembre dove tutti i record sono stati battuti in diverse occasioni. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria, il 13 marzo, si sono registrati 5.857 casi e 77 morti, attualmente i positivi sono 1.423 di cui 18 in terapia intensiva.

“Gli scienziati ci dicono che se avessimo seguito la tendenza dei paesi vicini, oggi avremmo 100.000 casi attivi e 3.000 morti” ha detto ieri in conferenza stampa il presidente Luis Lacalle Pou ribadendo il grande compito che attende il paese per invertire i dati negativi e cercare di evitare di arrivare a una situazione di maggiore allerta. “La capacità di anticipare i problemi è fondamentale, se non interveniamo oggi potremmo avere presto quei dati per questo dobbiamo sfidare le statistiche. Il 18 dicembre faremo un’analisi e valuteremo la situazione sperando che questa seconda o terza ondata in tutto il mondo non ci colpisca duramente” ha aggiunto.

Il matematico Fernando Paganini del gruppo degli esperti che affianca il governo ha affermato che la maggiore preoccupazione è stata innescata da “una crescita esponenziale accelerata” per via dei diversi focolai attivi. Secondo l’esperto attualmente non è plausibile “cercare di tornare nella zona verde ma almeno è possibile frenare l’aumento dei casi con le nuove misure”.

“La verità è che i numeri parlano da soli” ha dichiarato amaramente il ministro della Salute Daniel Salinas facendo l’ennesimo appello alla popolazione per evitare gli assembramenti. “Il numero di casi giornalieri diagnosticati è aumentato drasticamente, anche il numero di casi attivi. Nel numero di casi totali dall’inizio della pandemia si vede un’impennata evidente nella curva. Servirà molto lavoro per ritornare ai numeri dei mesi scorsi con contagi giornalieri inferiori a tre cifre”.