Stoccolma (Depositphotos)

Niente lockdown neanche in vista del Natale in Svezia, solo forti raccomandazioni e un sms di Stato. E gli operatori sanitari, ormai esausti, si dimettono in massa.

Come è noto la Svezia è uno dei pochi Paesi a non aver mai imposto chiusure. Al momento vigono alcune restrizioni in tutto il Paese come il limite massimo di otto commensali in bar e ristoranti e il divieto di vendita alcool dopo le 22, mentre per gli ultimi anni di liceo è stato imposto l'insegnamento a distanza.

Il governo ha esortato tutti a limitare al massimo i contatti personali fuori dalla famiglia e ricorrere il più possibile allo smart working e a scegliere un solo familiare per volta, che esca a comprare regali.

Tra l'altro il Paese, che conta poco più di dieci milioni di abitanti, pubblica i dati della pandemia solo due volte a settimana. Nell'ultimo bollettino si contano totale di 320.098 contagi e 7.514 morti. Mentre i reparti di terapia intensiva di Stoccolma sono pieni al 99%.

In tutto questo le autorità si sono appellate al senso di responsabilità dei cittadini inviando 22 milioni di sms. Questo il testo: "Informazione dalle autorità: il segui il nuovo, più severo consiglio per fermare la diffusione del Covid19. Leggi di più nella pagina web di Krisinformation". Firmato dall'Autorità Svedese per la Salute Pubblica (FHM) e da quella per la Protezione e la Preparazione alle emergenze (MSB). Decisamente inefficace.

Svezia, il sistema sanitario in grave affanno - Intanto, dopo quasi un anno trascorso a combattere contro il coronavirus, il sistema sanitario svedese è allo stremo per la forte carenza di medici e infermieri. Nella sola Regione di Stoccolma, da marzo si sono dimessi poco più di 3.600 operatori sanitari, quasi 900 in più rispetto allo scorso anno. Schiacciati dallo stress per troppo lavoro, in massa scelgono le dimissioni.
Ma la politica, nonostante le difficoltà, continua a non intervenire. L'ordinamento giuridico svedese infatti, non prevede che il governo possa assumere poteri straordinari per intervenire sulla condotta dei privati cittadini, se non in caso di guerra. Nemmeno se a rischio c'è la salute collettiva come in questo caso.

Lo scorso 9 dicembre la ministra degli Affari Sociali Lena Hallengren ha annunciato una nuova proposta di legge temporanea per avere la possibilità di intervenire anche sulle attività dei privati, come ad esempio disporre la chiusura dei centri commerciali.

Il Parlamento ha ora due settimane per pronunciarsi. Ma in caso di ok la legge non entrerà in vigore prima del 15 marzo 2021.

di Daniele Lauria